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Politica Economica

Governo, stop alla doppia imposizione tra Italia e Cina

Via libera al disegno di legge di conversione dell'intesa raggiunta lo scorso marzo. aggiorna quello in vigore dal 1990 in materia di dividendi, interessi, royalties e capital gain. Per i dividendi è prevista una riduzione dell’aliquota convenzionale di prelievo alla fonte ri dal 10% al 5%, nel caso di partecipazioni dirette di almeno il 25% del capitale della società che stacca la cedola


20/06/2019 11:41

di Mauro Romano - Class Editori

via alla conversione dell'Accordo fiscale tra Roma e Pechino
Giovanni Tria

Dal Consiglio dei ministri arriva il via libera al disegno di legge di conversione dell'accordo tra i Italia e Cina per lo stop alle doppie imposizioni fiscali. L'intesa  in materia di fisco è uno dei risultati concreti della visitdel presidente Xi Jinping a Rom dello scorso 23 marzo. L'intesa, siglata per l'Italia dal ministro dell’Economia e delle Finanze, Giovanni Tria e per la Cina dal ministro degli Esteri Wang Yi,  aggiorna quello in vigore dal 1990 in materia di dividendi, interessi, royalties e capital gain

Per i dividendi è prevista una riduzione dell’aliquota convenzionale di prelievo alla fonte, che passa  dal 10% al 5%, nel caso di partecipazioni dirette di almeno il 25% del capitale della società che paga i dividendi, detenute per un periodo di almeno 365 giorni. Della riduzione, spiega il Mef, “potranno pertanto beneficiare le imprese italiane che percepiscono dividendi di fonte cinese. Inoltre, la riduzione dell’aliquota relativa alle partecipazioni qualificate potrà incoraggiare la capitalizzazione delle imprese cinesi in Italia, attraverso investimenti in equity. Per gli altri dividendi, si applica l’aliquota del 10%

Sugli interessi la misura della ritenuta applicabile nello Stato della fonte non potrà eccedere un’aliquota del 10% dell'ammontare lordo degli interessi; è prevista un'aliquota ridotta dell’8% sugli interessi pagati a istituti finanziari, in relazione a prestiti con durata almeno triennale mirati a finanziare progetti d’investimento.

È comunque prevista l’esenzione da ritenuta alla fonte sui pagamenti di interessi in uscita quando il soggetto pagatore è il governo o un ente locale, oppure quando gli interessi sono pagati al governo o a un ente locale, alla Banca Centrale, a un ente pubblico, oppure a un ente il cui capitale è interamente pubblico. In questo modo, precisa il Tesoro, è ripristinata l’esenzione sui pagamenti di interessi di fonte cinese percepiti da alcune istituzioni finanziarie  italiane non più al 100% pubbliche come Cdp, Sace, Simest.

Sono esenti da ritenuta in Italia anche i  pagamenti di interessi in relazione a titoli emessi da Cassa Depositi e Prestiti, percepiti da soggetti residenti in Cina. Un riferimento alla prossima emissione di quali i Panda Bond, ossia obbligazioni in yuan collocate direttamente sul mercato cinese.

In materia di royalties  l’aliquota generale applicabile nello Stato della fonte non potrà superare il 10% sui canoni corrisposti per l’uso, o la concessione in uso, di un diritto d’autore su opere letterarie, artistiche o scientifiche compresi software, pellicole cinematografiche e le pellicole o registrazioni per trasmissioni televisive o radiofoniche, nonché per brevetti, marchi, disegni o modelli, formule o processi segreti, o per informazioni concernenti esperienze di carattere industriale, commerciale o scientifico.

“E’ invece prevista un’aliquota effettiva del 5% (l’aliquota nominale del 10% si applica sull’ammontare del 50 per cento delle royalties) per i pagamenti relativi all’utilizzo o al diritto di utilizzo di attrezzature industriali, commerciali o scientifiche”, precisa il Mef, inferiore a quelle stipulata dalla Cina con altri Paesi europei.

Infine viene confermato il trattamento delle plusvalenze derivanti dall’alienazione di partecipazioni qualificate oltre il 25%. Il nuovo accordo prevede tuttavia la tassazione di tali plusvalenze se detenute con un livello di partecipazione al di sopra di tale soglia in qualsiasi momento nei 12 mesi precedenti l’alienazione.


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