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Shein multata anche in Italia per la pubblicità ingannevole

Dopo la multa da 40 milioni di euro comminata dalle autorità francesi, anche l'Agenzia italiana garante della concorrenza le ha irrogato una sanzione di 1 milione di euro. Oltre ai messaggi ingannevoli/omissivi sui prodotti sono stati censurati anche i messaggi che riguardano l'impegno ambientale


29/08/2025 16:17

di Franco Canevesio - Class Editori

settimanale

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha irrogato una sanzione di 1 milione di euro a Infinite Styles Services Co. Ltd, società che in Europa gestisce i siti di compravendita dei prodotti Shein, l'e-commerce fondato in Cina, oggi uno dei rivenditori online di fast fashion più popolari (e anche criticati) al mondo.

Il noto marchio, che opera nel fast e nel superfast fashion, è stato multato dall'authority italiana per avere “utilizzato una strategia di comunicazione ingannevole sulle caratteristiche e sull’impatto ambientale dei propri prodotti di abbigliamento”.

Più precisamente, come attesta l'avviso pubblico sul sito dell'authority della concorrenza, Shein è colpevole di “utilizzo di messaggi e asserzioni ambientali (green claim) ingannevoli/omissivi nella promozione e vendita di prodotti di abbigliamento” a marchio proprio. Sempre secondo l'Agcm, la società cinese, “tramite il sito web https://it.shein.com e altre pagine online informative e/o promozionali, ha diffuso claim ambientali nelle sezioni #Sheintheknow, “evoluSshein” e “Responsabilità sociale”, in alcuni casi vaghi, generici e/o eccessivamente enfatici, in altri casi omissivi e ingannevoli”.

Secondo Agcm, le asserzioni ambientali nella sezione #Sheintheknow, relative alla “progettazione di un sistema circolare” o sulla riciclabilità dei prodotti, “sono risultate false o quanto meno confusionarie”.

I claim utilizzati da Shein per presentare, descrivere e promuovere i capi di abbigliamento della linea “evoluSHEIN by Design” enfatizzano l’uso di fibre “green” ma, sostiene l'authority, “senza indicare in maniera chiara quali siano i sostanziali benefici ambientali dei prodotti durante il loro intero ciclo di vita e senza specificare che tale linea di prodotti è ancora marginale rispetto al totale dei prodotti a marchio Shein”.

Inoltre, sostiene l'authority, “queste affermazioni possono indurre i consumatori a ritenere non solo che la collezione 'evoluSHEIN by Design' sia realizzata unicamente con materiali 'ecosostenibili', ma anche che i prodotti di questa collezione siano totalmente riciclabili, circostanza che, considerando le fibre utilizzate e i sistemi di riciclo attualmente esistenti, non risulta veritiera”.

Gli annunci da parte di Shein di voler ridurre del 25% le emissioni di gas serra entro il 2030 e di azzerarle entro il 2050, scrive l'Agcm, “sono presentati, nella sezione relativa alla 'Responsabilità sociale', in maniera generica e vaga, risultando addirittura contraddetti dall’incremento delle emissioni di gas serra dell’attività di Shein per gli anni 2023 e 2024”. Nel valutare la scorrettezza delle condotte di Shein, “l’Autorità ha evidenziato il maggior dovere di diligenza che incombe su di essa perché opera in un settore e con modalità altamente inquinanti, come quello dell’abbigliamento cosiddetto 'usa e getta' ('fast e super fast fashion')”.

Non è la prima volta che Shein viene sanzionata da un’autorità europea per pratiche di greenwashing: a luglio scorso, anche l’antitrust francese le ha inflitto una multa da 40 milioni di euro. (riproduzione riservata)


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