La scorsa settimana il parlamento cinese ha approvato in via definitiva la nuova legge agraria che entrerà in vigore nel gennaio del 2027 seguendo quanto era contenuto nelle direttrici del XV Piano Quinquennale emanato nell’ottobre dell’anno passato.
La nuova normativa non solo disciplina quantitativamente le superfici delle terre arabili ma inserisce quale cornice generale il concetto di food security.
Se nella nostra accezione food security ha un significato circoscritto alla sicurezza alimentare correlata sia alla produzione agricola sia alla trasformazione agroalimentare, in Cina la food security riveste anche altri significati: in particolare la garanzia quantitativa della produzione per alimentare una popolazione di 1. 4 miliardi di persone.
Per garantire questo risultato sono necessarie le condizioni di produzione tra le quali assume una valenza prioritaria le modificate condizioni ambientali dovute al cambiamento climatico. A questo proposito dobbiamo tenere presente che il cielo cinese è minacciato dal diciottesimo tifone da inizio anno fra l’altro con evoluzioni metereologiche nuove rispetto al passato anche per la scienza.
Diversamente dai precedenti il tifone Saudel non ha ancora perso vigore e dopo aver martoriato le coste sud orientali della provincia del Fuijan, ha attraversato la provincia del Jangxi e ancora oggi sta provocando allagamenti nella provincia centrale del Sichuan.
Uno dei compiti principali che si evince dalla lettura della nuova normativa è quello attribuito ai governi delle province che devono assicurare l’ammontare totale delle superfici arabili e qualora questo dato venga ridotto, devono essere trovate soluzioni per il ripristino originale considerando anche la compatibilità con l’ecosistema.
“Il problema cruciale è quello della conversione delle superfici arabili verso altri usi diversi da quelli agricolo specialmente come distorsione della produzione di cereali” ha osservato Zheng Linyi-Ricercatore della China Accademy per lo sviluppo rurale della Zhejiang University.
E’ notorio infatti che l’uso del suolo per l’edificazione residenziale o per l’utilizzo estrattivo comporta uno sbilanciamento se non gestito correttamente che crea un impatto ambientale in termini di vite umane e costi di interventi straordinari. Quindi il portato di questa riforma agraria che segue le altre precedenti a partire dagli anni cinquanta va ben oltre quello che poteva configurarsi solo come una qualificazione del territorio.
Climate Change, conflitti internazionali localizzati possono minare il concetto sovrano che è rappresentato dall’autosufficienza alimentare o come è stata definita dal Presidente Xi Jinping “Life blood”, il sangue della vita.
In questa cornice, definita la strategia del quinquennio, si discute della metodologia applicativa: sempre in relazione al suolo si raccomanda lo sviluppo di terreni senza una precedente vocazione agricola ma se debitamente trattati potrebbero aumentare la massa critica. La legge si riferisce ad aree desertiche con accessibilità a fonti idriche e la trasformazione e l’utilizzo di terreni salini-alcalini utilizzanti culture tolleranti la maggior salinità.
Su questo aspetto l’utilizzo della AI, della più elevata tecnologia, la qualità delle sementi e l’uso dei droni dovrebbero completare il progetto di sviluppo sino a conseguire gli obiettivi prefissati.
Proprio il Premier Li Qiang, in occasione di una sua recente visita nelle province del Nord-Est, Heilongjiang e Jilin che generano un quinto della produzione totale di grano, da un lato si è augurato si abbia un buon raccolto ma dall’altro che il pericolo del Super El Nino, come è stato definito, a partire dalla fine di questo mese non crei condizioni disastrose: l’Oceano Pacifico è il primo campo di battaglia, dal momento che le sue acque hanno superato la soglia del surriscaldamento.
A livello istituzionale anche la stessa JP Morgan teme per il prossimo anno una crisi alimentare globale e accanto alle tensioni militari con la carenza di fertilizzanti ha incluso il fenomeno meteorologico del Super El Nino.
Cao Fei, artista cinese di fama internazionale, nella presentazione della sua mostra in corso a Milano alla Fondazione Prada crede che “l’agricoltura è al contempo il più avanzato banco di prova per la tecnologia e la più antica traccia geologica,essa è protesa verso le aziende agricole del futuro su una scala interstellare, eppure resta profondamente radicata nello stretto legame primordiale tra umanità, terra e cielo”.
Nel suo film DASH, proiettato alla mostra la sua visione è quella di una campagna senza più persone e solo con droni che vengono deificati. Discutibile approccio per un futuro ancora nelle mani dell’imponderabile clima di cui si conoscono le cause di queste anomalie e per le quali la deificazione dei droni non può essere certo l’extrema ratio. (riproduzione riservato)
* corrispondente da Shanghai, dove vive e lavora da 30 anni