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Camfin non rinnoverà il patto con Sinochem per il controllo di Pirelli

La finanziaria guidata da Marco Tronchetti Provera che controlla il 25% del gruppo milanese annuncia un nuovo passo per convincere il gruppo cinese, attuale azionista di maggioranza relativa, a ridurre la partecipazione nella società degli pneumatici. Il rischio è che il ricco mercato americano diventi off limits


23/01/2026 18:10

di Mauro Romano - Class Editori

settimanale
Marco Tronchetti Provera

Il nuovo passo avanti sulla strada della separazione tra Sinochem e Pirelli quedta volta l'ha compiuto Marco Tronchetti Provera, vicepresidente esecutivo del gruppo degli pneumatici, e secondo azionista della società milanese con il 25% delle azioni., attraverso la finanziaria Camfin.

Camfin, di cui Tronchetti Provera è presidente e suo figlio Giovanni amministratore delegato, ha comunicato che non rinnoverà il patto parasociale su Pirelli sottoscritto con il gruppo Sinochem, che scadrà il prossimo 18 maggio.

Il patto, entrato in vigore tre anni fa, il 19 maggio 2023, era stato sottoscritto in data 16 maggio 2022 da China National Chemical Corporation, China National Tire & Rubber Corporation, Cnrc International Limited, Fourteen Sundew, Marco Polo International Italy, Camfin e Marco Tronchetti Provera & C.

La decisione è stata assunta dopo aver preso atto dell'impossibilità di individuare in questa fase con Sinochem, nel contesto del dialogo fra gli azionisti Pirelli promosso dal governo italiano, soluzioni per adeguare la governance di Pirelli in tempo utile alle esigenze normative americane consentendo alla società di continuare a sviluppare la tecnologia Cyber Tyre.

Come è noto, l'amministrazione americana dal prossimo marzo potyrebbe vietare l'importazione negli Usa dei nuovi pneumatici Pirelli e-tyre per il fatto che l'azionista cinese di maggioranza relativa ha voce in capitolo nella governance di Pirelli e quindi la possibilità di intercettare i dati sensibili sul mercato Usa di cui la società italiana entrerà in possesso grazie alla nuova tecnologia.

D'altra parte per Pirelli il mercato americano rappresenta il 20% del fatturato ed sarebbe impensabile rinunciare a una fetta così importante e a un traget nel segmento più alto e redditizio. Di qui il tentativo di Tronchetti Provera di trovare una soluzione per far scendere la partecipazione di Sinochem, attualmente pari al 37%, sotto una soglia che non implichi coinvolgimento nella gestione.

La decisione comunicata oggi garantisce di disporre del tempo sufficiente all'espletamento delle formalità di legge di seguito dettagliate in tempo utile per l'assemblea degli azionisti di Pirelli programmata per il prossimo 25 giugno.

Camfin ha anche reso noto di essere disponibile a discutere con Sinochem soluzioni proposte nell'interesse della Società, del mercato e di tutti gli stakeholder, per consentire a Pirelli in tempi brevi di essere in linea con la normativa statunitense.

La comunicazione odierna è stata nenecessaria perchè nel 16 giugno 2023, la Presidenza del Consiglio dei ministri aveva emesso un decreto relativo ai poteri speciali, Golden Power, in relazione al rinnovo del patto parasociale tra Camfin e il Gruppo Sinochem.

Il decreto prevedeva che «qualunque modifica della governance societaria di Pirelli & C, compreso il mancato rinnovo o stipulazione del Patto parasociale, dovrà essere oggetto di notifica». In ottemperanza a tale previsione, Camfin, previa informativa a Pirelli, ha notificato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, ai sensi del Decreto Golden Power, la decisione di non procedere al rinnovo del Patto con il Gruppo Sinochem.

Resta ora da vedere quale sarà la risposta di Sinochem che lo scorso dicembre ha affidato alla banca Bnp Paribas un mandato per trovare una soluzione alla querelle, che rischia di danneggiare non solo il business di Pirelli e, quindi degli azionisti cinesi, ma anche le relazioni bilaterali, dal momento che Sinochem è uno dei maggiori gruppi pubblici sotto la tutela di Pechino. (riproduzione riservata)


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