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Azienda Finanza

Cina, boom di buyback in borsa contro la volatilità dei mercati

A Shanghai, Shenzhen e Hong Kong decine di società hanno annunciato l'intenzione di riacquistare azioni per un valore complessivo di 25,6 miliardi di yuan (3,7 miliardi di dollari) nel mese di marzo, il livello più alto da 12 mesi. In marzo l'indice di Shanghai ha registrato un calo di oltre il 6%


02/04/2026 12:56

di Mauro Romano - Class Editori

settimanale

Le società cinesi quotate in Borsa hanno portato gli impegni di riacquisto di azioni proprie al livello più alto degli ultimi dodici mesi a marzo 2026, sulla scia della volatilità dei mercati causata dall'escalation del conflitto in Medio Oriente.

Secondo i numeri elaborati da Bloomberg, quarantatre società quotate a Shanghai e Shenzhen hanno annunciato l'intenzione di riacquistare azioni per un valore complessivo di 25,6 miliardi di yuan (3,7 miliardi di dollari) nel mese di marzo 2026. Questo aumento dell'attività riflette lo sforzo delle aziende di sostenere le quotazioni dei propri titoli, in un contesto in cui l'indice composito di Shanghai ha registrato un calo del 6,5% nel mese di marzo.

In testa a queste operazioni si colloca Midea Group, gigante globale nella produzione di elettrodomestici, condizionatori e soluzioni di climatizzazione, che prevede di riacquistare fino a 13 miliardi di yuan delle proprie azioni. Il concorrente Haier Smart Home, gigante nel settore degli elettrodomestici e della domotica, ha dichiarato che ne riacquisterà per 6 miliardi di yuan. Juneyao Airlines, compagnia aerea di stanza a Shanghai, punta a buyback fino a un massimo di 500 milioni di yuan.

In questo quadro, anche le società quotate a Hong Kong hanno intensificato i buyback. China Hongqiao Group, uno dei maggiori produttori mondiali di alluminio, ha effettuato riacquisti per 1,8 miliardi di dollari di Hong Kong (230 milioni di dollari), mentre il produttore di giocattoli Pop Mart International ha riacquistato azioni per 1,2 miliardi di dollari di Hong Kong durante il mese, nonostante il suo titolo abbia comunque perso quasi il 40% a marzo.

Gli impegni di riacquisto non garantiscono però l'effettiva esecuzione, e le aziende cinesi non sono obbligate a completare l'intero importo annunciato, con alcuni programmi che possono decadere una volta scaduti i termini autoimposti. (riproduzione riservata)


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