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Azienda Finanza

Ferretti, Bank of China e altri investitori cinesi investono sugli yacht

In vista dell'assemblea degli azionisti che domani nominerà la nuova governance del gruppo controllato da Weichai, sembra rafforzarsi la quota di maggioranza a cui si oppone il gruppo ceco Kkcg Maritime, che appoggia la ricandidatura al vertice di Alberto Galassi, l'attuale ceo


13/05/2026 10:38

di Nicola Carosielli - Class Editori

settimanale
Alberto Galassi, ceo di Ferretti

Nelle ultime settimane sono aumentati gli acquisti di investitori cinesi su Ferretti per provare ad aumentare la presa sulla governance in vista dell’assemblea di domani, 14 maggio, che dovrà eleggere il nuovo cda del gruppo degli yacht di lusso. Gli azionisti dovranno decidere quale sarà la lista vincitrice, che prenderà 8 seggi su 9 del consiglio di amministrazione, tra quella presentata dal socio di maggioranza cinese Weichai (con il 39,51%) e quella del gruppo ceco Kkcg Maritime, che detiene il 23,23% tramite il veicolo Azur As e che ha candidato come ceo Alberto Galassi, che guida il gruppo dal 2014.

Weichai sembra intenzionata a vincere a tutti i costi la sfida, vedendo chi ha comprato azioni mantenendosi attentamente sotto la soglia del 3%, oltre la quale scatterebbe l’obbligo di comunicazione alla Consob. Secondo quanto ha potuto ricostruire da MF-Milano Finanza, infatti, una serie di nuovi soggetti cinesi - o con legami con Weichai - hanno deciso di rastrellare e accumulare azioni Ferretti, probabilmente con l’obiettivo di sostenere la battaglia dell’azionista di maggioranza.

Tra queste vi è la Bank of China, una delle big four bancarie statali cinesi, che ha comprato 6.734.120 azioni ordinarie, raggiungendo così il 1,989%. A questa partecipazione se ne aggiunge un’altra di particolare rilevanza. Si tratta di AdTech Advanced Technologies Ag, società svizzera fondata da Julian G. Kiss, già azionista del gruppo, ma che ha aumentato la propria quota al 2,8%. Il fondatore è un ex amministratore non esecutivo di Weichai Power e pubblicamente ha parlato di collaborazione ventennale con Weichai.

Se queste due sono quelle che più fanno rumore, ci sono poi altre più piccole, ma che dovrebbero dare comunque man forte al fronte cinese, come quella dell’investment holding di Hong Kong Wealth Strategy Holding (con poco più dell’1%) o a quella di Yanjan International (circa lo 0,8%).

I proxy advisors Iss e Glass Lewis, negli scorsi giorni hanno raccomandato di votare per la lista presentata dai cechi di Kkcg, che oltre a Galassi (indicato come ceo) comprende anche Piero Ferrari e Stefano Domenicali come membri del board. Iss l’ha definita «l’opzione migliore per garantire la continuità strategica e gestionale», sottolineando la «chiarezza strategica» di Kkkcg e apprezzando la richiesta di allargare il cda a 10 membri, che «rafforzerebbe l’indipendenza del consiglio nonché la diversità di genere».

Il ceo uscente Galassi, nell’intervista a Milano Finanza pubblicata sabato 9, ha dato un anticipazione di quello che potrebbe essere il piano che intendono perseguire. Si punterà sull’attività m&a a livello europeo, con focus in Germania e Olanda, vagliando operazioni che aumentino sia la capacità produttiva sia i brand, soprattutto nei segmenti sopra i 30 metri: «Il futuro è dai 30 metri in avanti, nel made-to-measure e nel superyacht» ha detto Galassi, spiegando che allo studio ci sono due-tre dossier.

Inoltre, ha aperto anche a una successione ordinata: «Se dovesse prevalere la lista Kkcg e dovessi essere confermato, credo che sarebbe il mio ultimo triennio alla guida di Ferretti». «Un ceo non può essere eterno. E in un’azienda come questa il passaggio di consegne richiede almeno un anno», ha chiosato. (qui il testo dell'articolo uscito oggi su milanofinanza)


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