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La biotech cinese Innovent raddoppia gli accordi con gli Usa

A pochi mesi di distanza dalla partnership con Eli Lilly, la società di Hong Kong fondata da Michael Yu, che ne è anche il ceo, ha firmato un nuovo accordo con Pfizer per lo sviluppo di farmaci oncologici, del valore di 10,5 miliardi di dollari. Svilupperanno nuovi farmaci dividendosi i mercati di vendita


29/05/2026 12:09

di Mauro Romano - Class Editori

settimanale
Michael Yu, fondatore e ceo di Innovent

Non si ferma la corsa del big pharma occidentale agli investimenti e accordi con la società tecnologiche cinesi. L'annuncio di oggi riguarda la sigla di un accordo tra l'americana Pfizer e Innovent, società di biotecnologie di Hong Kong, fondata e diretta da Michael Yu, per lo sviluppo di nuovi farmaci oncologici.

Il nuovo accordo segue di pochi mesi la partnership di Innovent con un'altra big del farmaceutico americano, Eli Lilly

La nuova intesa prevede per Innovent un pagamento iniziale di 650 milioni di dollari, oltre alla possibilità di ricevere fino a 9,85 miliardi di dollari secondo un percorso legato al raggiungimento di obiettivi di sviluppo, approvazione regolatoria e performance commerciali. Il valore complessivo della partnership potrebbe quindi raggiungere 10,5 miliardi di dollari.

La partnership, che comprende opportunità di licenza, co-sviluppo e co-commercializzazione di un portafoglio diversificato di coniugati anticorpo-farmaco (Adc), riguarda la ricerca e lo sviluppo di 12 candidati oncologici innovativi, attualmente in fase iniziale o ancora da sviluppare.

L'aspetto più innovativo dell'accordo è che i due colossi farmaceutici svilupperanno insieme quattro programmi globali, condividendone i costi di ricerca e sviluppo. La biotech cinese parteciperà inoltre alla commercializzazione dei prodotti negli Stati Uniti e in Europa, con una ripartizione degli utili, mantenendo al contempo i diritti esclusivi per il mercato della Grande Cina. «Inoltre, Innovent riceverà royalty a doppia cifra sulle vendite di ciascun prodotto, qualora l'accordo ottenga le necessarie approvazioni», ha precisato la società di Hong Kong, sottolineando che il completamento dell'operazione resta subordinato al via libera delle autorità regolatorie.

Le collaborazioni tra biotech e grandi gruppi farmaceutici continuano ad attirare l'attenzione del mercato, anche alla luce dell'aumento globale dei casi di cancro e della necessità, per le big pharma, di rafforzare le proprie pipeline innovative. Secondo un report di Gibson Dunn, molte grandi aziende farmaceutiche stanno facendo sempre più ricorso ad accordi di licensing per colmare le lacune nelle pipeline di prodotti, in vista della scadenza di numerosi brevetti prevista tra il 2026 e il 2030.

Secondo i dati di Pharmcube riportati da Reuters, il valore degli accordi di licensing nella regione della Grande Cina è aumentato di quasi dieci volte dal 2021, raggiungendo il record di 137,7 miliardi di dollari nel 2024 e gli analisti prevedono un ulteriore incremento nel 2025.

Nel primo trimestre dell’anno, aggiunge Bloomberg, le aziende cinesi hanno concluso accordi di licensing internazionali per oltre 60 miliardi di dollari. A inizio maggio Bristol-Myers Squibb ha firmato una partnership con Jiangsu Hengrui Pharmaceuticals potenzialmente valutata fino a 15,2 miliardi di dollari. (riproduzione riservata)


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