Le società finanziarie cinesi riducono l’esposizione al debito del Medio Oriente spinte dalle autorità di vigilanza che stanno rafforzando i controlli su prestiti ai Paesi dell’area coinvolta. La Cina è fra i maggiori finanziatori del Golfo.
Una grande banca ha compiuto un passo raro, limitando l’uso di una linea di credito bilaterale concessa a una finanziaria del governo dell’Arabia Saudita, secondo quanto riporta Bloomberg. Un istituto di medie dimensioni, poi, sta cercando acquirenti per cedere le quote di finanziamenti sindacati a debitori mediorientali, fra cui un’operazione da 4 miliardi di dollari conclusa lo scorso anno dal fondo sovrano Adq.
Il braccio di gestione patrimoniale di una compagnia assicurativa cinese sta poi riducendo le partecipazioni nei bond governativi dell’Arabia Saudita e di Saudi Aramco. Nel frattempo, ai trader di un’istituzione cinese è stato ordinato di sospendere, a partire da lunedì, le operazioni su emittenti del Medio Oriente,
L’ Autorità Monetaria di Hong Kong ha contattato questa settimana almeno due banche locali per riesaminare la loro esposizione a prestiti e obbligazioni del Medio Oriente, sempre secondo Bloomberg. Anche la National Financial Regulatory Administration cinese ha chiesto agli istituti di esaminare le proprie attività di finanziamento nel Golfo e di riferire i risultati già entro questa settimana.
I prestiti delle banche cinesi all’area del Golfo sono quasi triplicati fino a toccare il record di 15,7 miliardi di dollari nel 2025, escluse le linee bilaterali, la maggior parte destinata ad Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, secondo dati raccolti da Bloomberg.
Per ora, la maggior parte delle banche asiatiche sono in osservazione, anche se i primi segnali indicano che alcune stanno valutando di sospendere operazioni con i debitori del Golfo, dopo gli attacchi missilistici di Stati Uniti e Israele che hanno ucciso la Guida Suprema dell’Iran.
Abu Dhabi National Oil Co, il maggiore produttore di petrolio degli Emirati Arabi Uniti, ha sospeso il progetto di collocare il primo bond denominato in yuan, che avrebbe potuto raccogliere fino a 14 miliardi di yuan (2 miliardi di dollari).
Intanto l'agenzia Xinua ha reso noto che il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, ha chiesto la cessazione dell'azione militare di Israele contro l'Iran, durante una conversazione telefonica con il suo omologo israeliano Gideon Sa'ar.
Yi ha sottolineato la posizione della Cina di risolvere le questioni internazionali e regionali attraverso "dialogo e consultazione", secondo quanto riportato in una dichiarazione diffusa dal ministero martedì sera.
«I recenti negoziati tra Iran e Stati Uniti hanno fatto notevoli progressi, tenendo conto anche delle preoccupazioni di Israele in materia di sicurezza», si legge nella dichiarazione. «Purtroppo, questo processo è stato interrotto da attacchi militari».
La Cina «chiede l'immediata cessazione delle azioni militari per impedire che il conflitto si intensifichi ulteriormente e sfugga al controllo», si legge nella dichiarazione. (qui l'articolo pubblicato oggi da milanofinanza)