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Arrivano in Italia i robot cinesi, umanoidi e danzanti, di Agibot

Li ha presentati a Milano Sir Robotics, controllata dal gruppo cinese Wolong Electric, e possono servire sia nel settore hospitality, con compiti di sorveglianza e pulizia, sia nell'industria. il mercato di queste macchine sarà di circa 3,9 miliardi di dollari quest'anno e salirà a 17,8 miliardi nel 2031 con una crescita annua media di oltre il 35%


30/01/2026 17:56

di Sara Bichicchi - Class Editori

settimanale
Davide Passoni di Sir Electronic

Un robot dalla silhouette quasi umana che balla Levitating di Dua Lipa. È il motivo scelto dai robot cinesi di Agibot, in collaborazione con la modenese Sir Robotics, controllata dal gruppo cinese Wolong Electric, per presentarsi al mercato italiano. Il lancio è avvenuto oggi, 30 gennaio, all’Hotel Magna Pars a Milano. 

Le soluzioni presentate da Sir sono sei e coprono ambiti di applicazione che spaziano dall’automazione industriale alle pulizie. Il robot dalle fattezze più umane, A2 Ultra, è alto 170 centimetri, pesa 70 chili ed è pensato per l’accoglienza commerciale e l’hospitality. Di forma quadrupede, invece, è D1 Ultra, dotato di sistemi di videosorveglianza avanzati. 

Lo sbarco in Italia dei robot cinesi passa da Sir, società modenese di elettronica, ingegneria e progettazione nel campo della robotica. L’azienda opera da una struttura di 5 mila metri quadri con 100 dipendenti diretti e progetta e installa circa 120 sistemi all’anno, con ricavi per 42,5 milioni di euro. In oltre 40 anni di attività ha sviluppato più di 3.900 sistemi robotici in Italia e nel mondo. All’estero Sir è presente in Cina, negli Stati Uniti e in Germania.

Fondata da Luciano Passoni nel 1984, Sir è guidata dal figlio Davide, anche se il socio di riferimento è la cinese Wolong Electric che detiene la totalità del capitale. Il gruppo produce motori elettrici, sistemi di controllo, trasformatori e soluzioni per l’energia verde. 

Tramite Wolong Sir ha iniziato a lavorare con un’altra azienda cinese, Agibot, nata tre anni fa e concentrata sui robot umanoidi. «Le aziende che hanno sviluppato maggiormente questa tecnologia sono cinesi o americane. L’Europa e l’Italia sono rimaste un po’indietro», spiega Davide Passoni. «Nello specifico Agibot aveva già una forte relazione con la nostra capogruppo, che realizza per loro i motori, quindi abbiamo deciso di distribuire i robot non solo come macchine a sé stanti, ma di usarli per costruire soluzioni personalizzate, basate solo su umanoidi oppure miste, con robot industriali e umanoidi che svolgono compiti diversi».

Sir e Agibot entrano in un mercato che, secondo Mordor Intelligence, avrà una dimensione di circa 3,9 miliardi di dollari nel 2026 e raggiungerà i 17,8 miliardi entro il 2031 con una crescita annua media di oltre il 35%. Research Nester, invece, calcola che il mercato globale dei robot umanoidi abbia superato 2,7 miliardi di euro nel 2025 e possa raggiungere 70 miliardi entro il 2035 (+38% ogni anno).

In Italia tra i player del settore ci sono le startup Generative Bionics e Oversonic. La prima ha chiuso da poco un round di finanziamento da 70 milioni, mentre la seconda sta lavorando a una raccolta di capitali freschi da diverse decine di milioni. «L’Italia ha una forte tradizione nel campo della meccatronica. La sfida è portare la robotica dal livello industriale a piattaforme con un livello di mobilità maggiore», sostiene Bruno Siciliano, professore di automatica e robotica all’Università di Napoli Federico II. (qui l'articolo originale apparso oggi su Milano Finanza)


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