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Robot e inverter, soprattutto cinesi, entrano nella black list degli Usa

L'amministrazione Trump ne ha bloccato l'importazione a causa di rischi inaccettabili per la sicurezza del paese. Decisa la protesta dell'ambasciata cinese a Washington che adotterà tutte le misure necessarie in risposta a qualsiasi iniziativa che danneggi gli interessi delle aziende cinesi e parla di pretesti infondati


29/07/2026 12:59

di Mauro Romano - Class Editori

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Brendan Carr, presidente della Fcc Usa

Nuova stretta dell'amministrazione americana sull'importazione di tecnologia, soprattutto quella di marca cinese. L'amministrazione ha annunciato il divieto di importazione negli Stati Uniti di nuovi robot umanoidi di fabbricazione estera a causa dei "rischi inaccettabili" per la sicurezza nazionale americana.

La misura si applica ai robot avanzati, inclusi i robot umanoidi e a quattro zampe. Molti di questi dispositivi sono prodotti in Cina, che è in competizione con gli Usa nello sviluppo della robotica e dell'intelligenza artificiale (AI). La Commissione federale per le comunicazioni (Fcc) ha inoltre vietato l'importazione di inverter, dispositivi utilizzati nei data center e nei pannelli solari, affermando che potrebbero rappresentare un rischio per l'economia statunitense.

L'ambasciata cinese a Washington ha dichiarato che Pechino si oppone da tempo alla "politicizzazione" delle questioni commerciali da parte degli Stati Uniti e alle sanzioni basate su "pretesti infondati". Il presidente della Fcc, Brendan Carr, ha affermato che l'agenzia sta facendo la sua parte "per garantire la sicurezza delle catene di approvvigionamento critiche degli Stati Uniti".

La Fcc ha aggiunto gli articoli alla sua Covered List, un registro di beni e servizi considerati un rischio per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Il divieto si applica ai nuovi dispositivi robotici avanzati e agli inverter di potenza di produzione estera e non impedisce la vendita o l'importazione di modelli esistenti che erano stati precedentemente autorizzati dalla Fcc. L'agenzia Usa ha espresso preoccupazione per il fatto che l'utilizzo di inverter di fabbricazione estera potrebbe consentire ad aziende straniere di spegnerli, rubare dati, facilitare l'accesso da remoto e la sorveglianza da parte di "agenti governativi stranieri, o essere altrimenti sfruttati tramite un attacco informatico".

La Fcc ha aggiunto che l'utilizzo di robot fabbricati al di fuori degli Stati Uniti potrebbe consentire ad "attori malintenzionati di sorvegliare i cittadini americani, potenziare le capacità dei servizi segreti stranieri o prendere il controllo dei robot a distanza". L'ambasciata cinese a Washington ha affermato che Pechino "adotterà tutte le misure necessarie" in risposta a qualsiasi iniziativa che danneggi i suoi interessi, esortando tutti i Paesi a collaborare per sviluppare l'intelligenza artificiale "in modo positivo e per il bene comune". E ha esortato gli Stati Uniti ad "abbandonare la loro mentalità egemonica e a smettere di diffamare le aziende cinesi e di minacciarle con sanzioni".

Le esportazioni cinesi sono finite sotto la lente degli Stati Uniti, nell'ambito dei tentativi dell'amministrazione Trump di affrontare gli squilibri commerciali con la seconda economia mondiale. Nonostante sia il maggiore esportatore mondiale di veicoli elettrici, la Cina è stata di fatto esclusa dal mercato americano da un elevato dazio doganale.

Washington ha inoltre bloccato la vendita alla Cina di semiconduttori statunitensi all'avanguardia, nel tentativo di proteggere la sicurezza nazionale, rallentare la modernizzazione militare di Pechino e mantenere il primato americano nell'intelligenza artificiale. Il segretario del Tesoro statunitense, Scott Bessent, ha avvertito che le aziende cinesi di AI potrebbero subire sanzioni per presunto furto di proprietà intellettuale americana. In risposta, il governo cinese ha affermato che lo sviluppo dell'intelligenza artificiale nel Paese è stato "il risultato della propria dedizione e del proprio impegno, nonché della cooperazione internazionale".

Gli Stati Uniti cercheranno di evitare il ripetersi della crisi che ha colpito le catene di approvvigionamento lo scorso anno, quando la Cina ha inasprito i controlli sulle esportazioni di terre rare, fondamentali per l'elettronica. Le aziende tecnologiche cinesi hanno sviluppato rapidamente robot umanoidi da utilizzare in diversi contesti, tra cui fabbriche e abitazioni. Le aziende si sono inoltre affrettate a commercializzare i propri robot sia alle imprese che al pubblico, anticipando i concorrenti statunitensi nel settore dei robot umanoidi, come Tesla di Elon Musk e Boston Dynamics. (riproduzione riservata)


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