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Basta con il litio, la cinese Catl accelera sulle batterie al sodio

Il gruppo leader globale nel settore annuncia l'avvio della produzione di massa entro l'anno. Si tratta di una svolta potenzialmente epocale per il settore. Le nuove batterie promettono costi inferiori fino al 30% rispetto alle tradizionali agli ioni di litio (LFP) e una minore dipendenza da materiali critici


24/04/2026 13:54

di Mauro Romano - Class Editori

settimanale
Robin Zheng, fondatore e ceo di Catl

Durante il recente Tech Day, Catl, leader globale nella produzione di batterie, ha annunciato l’avvio della produzione di massa delle batterie agli ioni di sodio entro il 2026. Si tratta di una svolta potenzialmente epocale per il settore, destinata a ridisegnare gli equilibri della filiera globale. Le nuove batterie, infatti, promettono costi inferiori fino al 30% rispetto alle tradizionali agli ioni di litio (LFP) e una minore dipendenza da materiali critici come il litio, contribuendo a rendere più resiliente l’intero sistema produttivo.

Dal punto di vista tecnico, il gruppo cinese ha dichiarato di aver superato alcune delle principali criticità che finora avevano limitato lo sviluppo industriale di questa tecnologia. Tra queste, il controllo dell’umidità, la gestione dei gas nel carbonio duro e le difficoltà legate alla produzione su larga scala degli anodi. Un lavoro ingegneristico imponente che ha coinvolto oltre 100 sfide tecniche e che apre ora la strada a una commercializzazione su vasta scala.

Le batterie al sodio presentano caratteristiche particolarmente interessanti anche sul piano delle prestazioni: sono in grado di mantenere circa il 90% della capacità anche a temperature estreme di -40°C, rendendole ideali per mercati con climi rigidi. Il principale limite resta la densità energetica, attualmente inferiore rispetto alle batterie al litio, ma l’azienda è convinta che i margini di miglioramento siano ampi.

Non si tratta però solo di ricerca. Catl ha già avviato la fase di implementazione commerciale, con applicazioni previste in diversi settori: veicoli passeggeri, mezzi commerciali leggeri, sistemi di battery swapping e accumulo energetico. Il debutto dei primi veicoli dotati di batterie al sodio è già realtà e segna un passo concreto verso l’adozione su larga scala.

Il presidente Robin Zeng ha delineato una visione ambiziosa: le batterie al sodio potrebbero arrivare a sostituire tra il 30% e il 40% del mercato attuale, trasformando profondamente l’industria. Non una tecnologia complementare, dunque, ma un vero e proprio cambio di paradigma.

Parallelamente all’innovazione tecnologica, Catl sta consolidando la propria presenza in Europa, considerata un mercato chiave per il futuro della mobilità elettrica. Negli ultimi anni, l’azienda ha investito miliardi di euro nella costruzione di gigafactory, tra cui spiccano gli stabilimenti in Germania e in Ungheria. Questi investimenti rispondono alla necessità di avvicinare la produzione ai grandi costruttori automobilistici europei, riducendo i costi logistici e rafforzando le partnership industriali.

L’espansione europea di Catl non è solo industriale ma anche strategica: l’azienda si inserisce in un contesto in cui l’Unione Europea punta a ridurre la dipendenza dalle importazioni asiatiche nel settore delle batterie, pur continuando a collaborare con player globali per accelerare la transizione energetica.

In questo scenario, Catl si posiziona come un partner indispensabile per molte case automobilistiche, grazie alla sua capacità di innovazione, alla scala produttiva e alla solidità finanziaria. Gli investimenti in ricerca – che hanno raggiunto cifre miliardarie negli ultimi anni – testimoniano una strategia di lungo periodo orientata alla leadership tecnologica.

La combinazione tra sviluppo delle batterie al sodio e radicamento industriale in Europa potrebbe rafforzare ulteriormente il ruolo di Catl come protagonista della mobilità elettrica globale. Una sfida che si gioca non solo sul piano tecnologico, ma anche su quello geopolitico e industriale, in un settore destinato a diventare sempre più centrale per l’economia mondiale. (riproduzione riservata)


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