Borsalino, il mitico produttore italiano di cappelli, ha deciso di espandersi in Cina. La più antica azienda italiana produttrice di cappelli di lusso, prevede di aprire questa estate un outlet in uno dei più grandi centri commerciali di lusso di Shanghai, il Plaza 66, dopo aver inaugurato un pop-up store in questo mese di aprile.
La decisione della storica azienda piemontese nata ad Alessandria nel 1857 va nella direzione di un impegno di lungo periodo con l'obiettivo di aprire altri quattro negozi in Cina entro la fine dell'anno
«Riteniamo che questo sia il momento giusto per entrare in quel mercato», ha spiegato l'amministratore delegato Mauro Baglietto che sottolineando come la Cina sia «un mercato molto importante che richiede un approccio più disciplinato rispetto al passato». Non a caso l'azienda ha individuato un potenziale fino a 40 negozi nella Grande Cina, inclusi Hong Kong, Macao e Taiwan. Ma, ha aggiunto Baglietto, «non vogliamo un piano troppo aggressivo».
Per Borsalino, che produce 300.000 cappelli all'anno e realizza ancora a mano i suoi iconici Panama, la Cina è parte di un rinnovamento attivato dopo il fallimento del 2017 e il salvataggio arrivato da gruppo svizzero del private equity ChimHaeres Investment Holding con un investimento di 18 milioni di euro . Dal 2015 la gestione del ramo d’azienda era stata affidata in affitto alla società Haeres Equita di Philippe Camperio, che nel 2017 ha rilevato per 17,5 milioni di euro il marchio Borsalino da Mediocredito.
Nel 2018 Haeres Equita ha vinto l’asta per acquistare capacità produttiva e negozi della società, che nel 2023 è confluita nel portafoglio di ChimHaeres Investment Holding joint venture paritetica nata dal fondo Chimera Abu Dhabi con Haeres Capital per acquisire e sviluppare marchi di lusso e lifestyle in Europa, con una particolare attenzione iniziale a Italia, Francia, Svizzera e Regno Unito.
Il mercato del lusso cinese è in difficoltà con vendite luxury nel 2025 in calo del 10-15%, soprattutto nei centri commerciali, ma, secondo gli analisti, ci sono segnali di ripresa dai primi mesi di quest'anno iniziato in "posizione migliore" rispetto alla fine del 2025. A beneficiarne, secondo gli esperti, sarebbero i marchi associati a un'estetica "da vecchia aristocrazia" o semplicemente di tradizione perché i consumatori cinesi si starebbero avvicinando sempre più alla qualità dei materiali.
Per Borsalino, in particolare, la Cina fa parte di una strategia di espansione e diversificazione tanto che lo storico marchio luxury dei cappelli starebbe già studiando la prima linea di borse ed accessori in pelle. Allo scopo ha siglato una partnership con Gamat, azienda svizzera con cui alla fine del 2025 Borsalino ha siglato un contratto di licenza quinquennale per la creazione, produzione e distribuzione di accessori a marchio proprio che dovrebbe arrivare sul mercato a settembre 2026 nei punti vendita monomarca Borsalino. (riproduzione riservata)