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La Mcm di Piacenza torna italiana dopo la parentesi cinese

La Vigel di Torino ha rilevato, salvandola dalla chiusura, la storica azienda piacentina di proprietà dal 2014 della multinazionale cinese Zhejiang Rifa Precision Machinery, quotata a Shenzhen. Nasce così un polo integrato per le macchine di precisione a controllo numerico con attività in Italia, India e Cina


02/02/2026 13:39

di Stefano Catellani - Class Editori

settimanale
Fabrizio Pesce, ceo di Vigel

La Vigel di Borgaro Torinese (Torino), azienda famigliare che produce centri di lavoro ultra sofisticati, ha acquisito dal gruppo cinese Rifa, la Mcm (Machining Centers Manufacturing), con sede in provincia di Piacenza, sull'orlo della chiusura.

Dopo averla acquisita nel 2014, la proprietà cinese, il gruppo Zhejiang Rifa Precision Machinery, al vertice mondiale nella produzione di macchine utensili a controllo numerico (CNC) e macchinari tessili di fascia alta, quotato alla borsa di Shenzhen dal 2010, ha contribuito alla sua crescita fino ai 90 milioni di fatturato del 2023, per poi decidere di chiuderla, nonostante la qualità del suo prodotto, per asseriti problemi finanziari.

Mcm, fondata nel 1978, fa parte storicamente del polo produttivo di macchine a controllo numerico della provincia di Piacenza, ha oltre 200 dipendenti attivi nella produzione per settori ad alta precisione - l'aerospaziale, l'automotive e la meccanica generale - in pratica macchine utensili che grazie a software, automazione e gestione dei dati garantiscono efficienza e tracciabilità della produzione.

Nel portafoglio clienti di Mcm spiccano decine di grandi player, Airbus, GE, Leonardo, Rolls-Royce, Safran, Avio, Kuka, Caterpillar, Liebherr, Siemens, Ferrari, Tata, Cimolai, e nel mercato cinese aziende del calibro di Aviation Industry Corporation of China (Avic) nonché Aero Engine Corporation of China (Aecc), Comac, Taiyuan Heavy Machinery Group, Xuzhou Construction Machinery Group (Xcmg) e China Railway Group.

Il nuovo azionista Vigel, azienda fondata nel1947, tuttora di proprietà della famiglia del fondatore, sotto la guida dell’amministratore delegato e presidente Fabrizo Pesce, fattura circa 100 milioni con circa 300 addetti. Mcm porta nel gruppo piemontese un robusto portafoglio ordini di oltre 70 milioni di euro.

Nasce così un polo, controllato della holding Genfin, capace di andare velocemente oltre i 150 milioni di fatturato annuo, e soprattutto prende forma una multinazionale con radici made in Italy, stabilimenti in Italia (Torino e nel piacentino), India (Pune) e Cina (Jintan), oltre a filiali in Europa, Stati Uniti, Messico, India, Cina e Corea.

Oltre ai centri di lavoro, la gamma prodotti Vigel comprende anche torni verticali e macchine speciali per l’industria automobilistica, in particolare nel settore elettrico. Negli ultimi anni Vigel è diventata fornitore privilegiato di marchi quali Xiaomi, Tesla Shanghai e Vw.

Advisor dell’operazione (per Vigel, Pavesio Associati e Studio Renalli) per il venditore è stata Fai, Financial Advisory&Investments, che vede come senior partner Luigi Maniglio. Dopo aver ottenuto dal Tribunale la procedura di composizione negoziale della crisi, l’advisor ha avviato uno scouting italiano e internazionale, che alla fine ha portato all’offerta da parte di Vigel. (riproduzione riservata)


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