Il lusso torna a dare segnali di vitalità in Cina. Durante il Labor day holiday, la festività giapponese che si estende dal 1° al 5 maggio, il comparto high-end ha mostrato una resilienza superiore alle aspettative, distinguendosi in un contesto di consumi ancora prudenti e fiducia dei consumatori non del tutto ristabilita.
A fotografare questo scenario è Bernstein, che ha monitorato i flussi di visitatori in dieci luxury mall strategici tra Shanghai, Hong Kong, Pechino e Chengdu. I dati raccolti mostrano un incremento del traffico del +36% rispetto alla media registrata durante le altre grandi festività del 2025, incluse Chinese New Year e National day.
Nonostante un lieve calo del 5% rispetto ai livelli osservati durante il Capodanno cinese di febbraio, il report evidenzia performance solide per Lvmh, Chanel e soprattutto per il segmento hard luxury di Richemont, trainato dai risultati di Cartier e Van Cleef & Arpels.
Nel segmento soft luxury, Louis Vuitton si conferma il brand più attrattivo in termini di traffico nei megastore, seguito da Chanel e Dior. Un risultato che conferma come i grandi nomi francesi continuino a catalizzare il desiderio dei consumatori cinesi, nonostante il rallentamento macroeconomico.
Bernstein attribuisce il buon andamento di Richemont a una combinazione di fattori, tra cui il calo del prezzo dell’oro, che penalizzerebbe i competitor locali più esposti al metallo prezioso, il rinnovamento manageriale di Cartier in Cina e il successo di nuove collezioni come Love unlimited. A incidere sarebbe stata anche l’anticipazione di possibili aumenti di prezzo previsti per la fine di maggio.
Più complessa, invece, la situazione di Hermès. Secondo gli analisti, il marchio continua a sottoperformare rispetto ai competitor, mentre «l’esplosione creativa» attesa nel 2026 per Chanel e Dior potrebbe ulteriormente intensificare la pressione competitiva sulla maison parigina. Segnali contrastanti anche per gli altri player del settore.
Burberry registra un traffico positivo, mentre i marchi di Kering mostrano performance inferiori alle attese. Bernstein sottolinea inoltre «una significativa decelerazione» per Miu Miu, tra i brand che avevano beneficiato maggiormente del recente entusiasmo dei consumatori asiatici.
Dal punto di vista geografico, Shanghai si conferma la piazza più dinamica per il lusso, davanti a Hong Kong, Pechino e Chengdu. Sul fronte macro, le vendite al consumo durante il Labor day sono cresciute del 14,3% su base annua secondo Xinhua. Tuttavia, se i viaggi turistici sono aumentati del 3,4%, la spesa media per viaggio è diminuita rispetto allo scorso anno, segnalando come la ripresa dei consumi in Cina resti ancora fragile e selettiva. (qui il testo dell'articolo apparso oggi su milanofinanza)