Nel corso dell’ultimo mese Nextchem (gruppo Maire) si è aggiudicata due contratti in Cina nel settore dei fertilizzanti, grazie alle tecnologie proprietarie per produrli con soluzioni orientate all’efficienza. Il primo prevede l’applicazione della tecnologia proprietaria Nx Stami™ Nitrates, che utilizza ossigeno invece dell’aria nel processo, consentendo un elevato recupero energetico e bassi costi operativi.
Poi ha firmato un contratto per l’ammodernamento di un complesso di fertilizzanti azotati nel Nord della Cina grazie alla tecnologia proprietaria per la produzione di Urea, che consente di ridurre significativamente il consumo di vapore e di energia, ottimizzando sia gli investimenti iniziali che i costi operativi.
Inoltre, tramite la controllata Conser, ha lanciato sul mercato la nuova tecnologia PolyFlex™ per la produzione del principale polimero (Ptmeg) che compone la fibra spandex, una fibra sintetica poliuretanica celebre per la sua eccezionale elasticità. Con questa soluzione Nextchem punta ad espandersi nel mercato dei materiali per l’industria tessile anche grazie alla collaborazione con Shanghai Diyang Chemical Technology Co., un’azienda cinese specializzata in catalizzatori e prodotti chimici fini.
L’accordo di Nextchem con Shanghai Diyang include anche la possibilità di produrre di allargare il business a soluzioni per intermedi speciali, nonché solventi industriali, farmaceutici e cosmetici.
«La Cina sta vivendo una forte accelerazione della transizione industriale ed energetica e per noi rappresenta oggi un bacino di enormi opportunità. La nostra leadership nelle tecnologie per i fertilizzanti conferma la capacità di offrire soluzioni concrete per una filiera agricola più efficiente e a minore impatto ambientale», ha spiegato Fabio Fritelli, managing director di Nextchem, «allo stesso tempo, la posizione di riferimento che abbiamo costruito nelle plastiche biodegradabili testimonia la solidità della nostra proposizione tecnologica nei polimeri avanzati. Entrambi sono segmenti ad elevata crescita in Cina, da cui ci aspettiamo ulteriori soddisfazioni in futuro».
Il progetto di Nextchem dedicato alla produzione integrata di anidride maleica e e di due intermedi (Bdo/Dms) rappresenta un esempio concreto di come l’innovazione tecnologica possa ridurre l’impatto ambientale mantenendo alta la competitività industriale. La tecnologia Conser ad alta efficienza consente una sensibile riduzione del consumo di materia mprima (il butano), ottenendo più prodotto con meno materia prima e tagliando al contempo le emissioni associate alla sua produzione. In questo modo si riduce l’impronta carbonica complessiva del processo e si massimizza l’efficienza dell’intero ciclo produttivo.
Gli intermedi così prodotti alimentano la sintesi di una bioplastica (Pbs) che oggi rappresenta uno dei materiali con il più elevato grado di biodegradabilità tra quelle in commercio. A differenza delle plastiche tradizionali, che permangono nell’ambiente per decenni, il Pbs si degrada in tempi relativamente brevi, mantenendo al contempo proprietà meccaniche e termiche simili ai polimeri convenzionali; un maggiore utilizzo di Pbs consente quindi anche una riduzione dell’impatto delle microplastiche nell’ambiente.
La combinazione tra minore uso di materiale fossile, ridotte emissioni e produzione di un materiale realmente biodegradabile rende il progetto un caso virtuoso di chimica sostenibile: un modello industriale capace di coniugare economia circolare, efficienza energetica e nuove opportunità di mercato per applicazioni dove la biodegradabilità è un requisito essenziale.
Nextchem è la divisione del gruppo Maire in cui sono concentrate le soluzioni e competenze tecnologiche, nonché i servizi ad alto valore aggiunto rivolti prevalentemente alla transizione energetica. Nei primi nove mesi dell'anno scorso ha registrato ricavi per 309,4 milioni di euro, in aumento del 22% rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente, trainati da soluzioni e servizi tecnologici principalmente per la produzione di carburanti a basse emissioni di carbonio e circolari e fertilizzanti azotati, così come per la cattura della Co2.
L'Ebitda è stato pari a 80,3 milioni di euro in aumento del 31,2%, segnando una redditività del 26%, per effetto del contributo delle licenze e dei servizi di ingegneria ad alto valore aggiunto nel mix di prodotto. (riproduzione riservata)