Danieli ha siglato alla fine di settembre un nuovo contratto con Maanshan Iron & Steel per la fornitura di una nuova macchina di colata continua da installare nell'acciaieria di Maanshan, nella provincia cinese di Anhui (Cina Orientale).
Il nuovo impianto produrrà tondi di alta qualità da 150 a 380 mm di diametro, destinati ad acciai speciali legati per la produzione di tubi senza saldatura premium, un segmento ad alto valore aggiunto, lontano dalla siderurgia di massa. A governare il processo saranno i sistemi di automazione Danieli di livello 1 e 2, incluso il modello di solidificazione LPC (Liquid Pool Control), con controllo dinamico del raffreddamento secondario, distribuzione dinamica del carico e controllo elettromagnetico della rimescolazione del bagno. Componenti chiave saranno prodotti, assemblati e collaudati negli stabilimenti Danieli in Cina, dove il gruppo friulano conta 1.500 dipendenti, frutto di una strategia di insediamento produttivo che risale agli anni Duemila.
Il progetto rappresenta un'ulteriore pietra miliare nella cooperazione tra le due società, iniziata nel 2000 e sviluppatasi attraverso molteplici progetti di colata continua negli ultimi 25 anni.
La Cina per danieli resta un mercato complicato per la concorrenza domestica, ma ad altissimo potenziale: produce ancora per il 90% con altoforni, e il governo di Pechino ha avviato una spinta decisa verso la conversione al forno elettrico ad arco, tecnologia in cui Danieli vanta le migliori soluzioni disponibili sul mercato.
È su questa transizione che il gruppo di Buttrio sta costruendo la parte più ambiziosa della propria crescita cinese. Lo scorso giugno, Danieli ha firmato con Henan Jiyuan Iron la fornitura del primo forno elettrico ECS Zerobucket da 55 tonnellate, la 32ª commessa in Cina per questa piattaforma, segnando un passo significativo nella transizione di Jiyuan dalla produzione tradizionale a quella di acciaio verde a basse emissioni.
Il gruppo ha già raddoppiato i propri ricavi oltre la Grande Muraglia, e l'obiettivo di lungo periodo è portare il fatturato cinese a un miliardo di euro. Una quota imponente per un'azienda che ha costruito la propria fortuna sulla qualità tecnologica — e che ora si trova a difenderla in un mercato dove, come ammetteva lo stesso management, il gap tecnologico con i concorrenti locali si sta assottigliando. La risposta di Buttrio è puntare sempre più in alto nella catena del valore: acciai speciali, automazione avanzata, decarbonizzazione. (riproduzione riservata)