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Pirelli, più utili nel primo trimestre, ma cala leggermente il fatturato

A fronte dei dati dei primi tre mesi e dell’aggiornamento dello scenario, Pirelli ha rivisto il target dei ricavi per il 2026. In particolare i ricavi ora sono attesi tra 6,75 e 6,95 miliardi (da 6,7 a 6,9 miliardi) grazie a un price/mix previsto in miglioramento del 2,5/3%


07/05/2026 18:53

di Alberto Mapelli - Class Editori

settimanale
Marco Tronchetti, vicepresidente esecutivo di Pirelli

Pirelli chiude il primo trimestre con un balzo dell’utile di oltre il 23% fino a sfiorare i 157 milioni, grazie a un mix di miglioramento delle marginalità e, soprattutto, alla riduzione degli oneri finanziari. Nonostante la crisi in Medio Oriente, il gruppo guidato dal vicepresidente esecutivo Marco Tronchetti Provera e dal ceo Andrea Casaluci ha rivisto leggermente verso l’alto il target per i ricavi 2026.

Il gruppo dei pneumatici ha chiuso il trimestre con ricavi pari a 1,74 miliardi, registrando una crescita organica del 3,5% escludendo la zavorra dei cambi (-4,5%) e il deconsolidamento di Dackia (-0,2%). L’High Value, settore su cui da anni Pirelli si sta specializzando e composto da pneumatici superiori ai 18 pollici, è arrivato a generare l’82% (dall’81%) dei ricavi totali. A garantire la crescita organica volumi in aumento dell’1,5% e un miglioramento del price/mix del 2% grazie alla sempre maggior influenza del segmento High Value. 

Nel corso della call con gli analisti, il vicepresidente esecutivo del gruppo, Marco Tronchetti Provera si è soffermato sulla governace della società, in relazione ai rappoirti con l'azionista di maggioranza relativa Sinochem.  

«In base alle nuove disposizioni in materia Golden Power, che rimarranno in vigore finché Sinochem deterrà una partecipazione superiore al 9,99% nel capitale di Pirelli, Sinochem potrà partecipare alla nomina di un massimo di tre amministratori, due dei quali dovranno essere indipendenti. Gli amministratori nominati da Sinochem non potranno ricoprire incarichi esecutivi o di alto livello, né essere presidenti di consiglio di amministrazione, amministratori delegati o presidenti di comitati del consiglio stesso», ha detto Tronchetti.

«Qualsiasi trasferimento di azioni da parte di Sinochem dovrà essere preventivamente notificato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy», ha aggiunto, «e non potrà essere effettuato a favore di soggetti collegati alla Sasac. Tali disposizioni sono confermate da comunicati sia del Ministero delle Imprese Estere e del Made in Italy che del Ministero degli Affari Esteri per assicurarsi che le disposizioni di Pirelli siano pienamente conformi alle normative statunitensi e alla normativa sui connected vehicles». 

A incidere sul balzo dell’utile – da 127,2 a 156,8 milioni – è in parte il calo degli oneri finanziari netti, scesi da 59,5 a 46 milioni. Pirelli ha rivisto l’outlook di mercato per il 2026 anche a causa del peso sull'economia mondiale della crisi in Medio Oriente. Ora la domanda Car è attesa tra -2% e stabile (rispetto al -1%/+1% precedente), ma a causa principalmente del peggioramento dello standard, mentre l’High Value è più resiliente. L’esposizione in Medio Oriente è limitata per Pirelli e l’impatto negativo per 100 milioni sull’ebit viene compensato da circa 80 milioni dal piano di mitigazione già messo in atto.

A fronte dei dati dei primi tre mesi e dell’aggiornamento dello scenario, Pirelli ha rivisto il target dei ricavi per il 2026. In particolare i ricavi ora sono attesi tra 6,75 e 6,95 miliardi (da 6,7 a 6,9 miliardi) grazie a un price/mix previsto in miglioramento del 2,5/3% (da circa +2% di febbraio), una crescita organica tra +3,5% e +5% (da +3%/+4%) e un impatto dei cambi e del consolidamento di Dackia leggermente inferiore (da -4,5/-2,5% a -4%/-2%). (qui il testo dell'articolo apparso oggi su milanofinanza)


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