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Genova punta alla Cina: nuove rotte per traffici, logistica e terminal

La partecipazione del sistema portuale ligure alla China International Supply Chain Expo dal 22 al 26 giugno come ospite d'onore sarà un'occasione per presentare l'eccellenza del made in Italy con due obiettivi principali: lo sviluppo del cargo aereo e il know how digitale di Hub Telematica


19/06/2026 12:05

di Mauro Romano - Class Editori

settimanale
Giampaolo Botta, direttore generale di Spediporto

Il Porto di Genova accelera nei rapporti con la Cina non solo come mercato di sbocco, ma come partner industriale e logistico con cui costruire nuove catene del valore. La partecipazione di Spediporto e del sistema ligure alla quarta edizione della China International Supply Chain Expo, in programma a Pechino dal 22 al 26 giugno, una delle principali al mondo, si inserisce in questa prospettiva: promuovere il porto, i terminal, le imprese di spedizione e le competenze digitali della Liguria davanti a uno dei principali bacini mondiali di traffico.

La missione, che vede la Regione Liguria ospite d’onore con il supporto di Spediporto, prevede incontri istituzionali, appuntamenti business to business e iniziative di networking con operatori cinesi e internazionali. Al centro ci sono i servizi per la supply chain, la manifattura avanzata, la tecnologia digitale, l’energia pulita e le nuove piattaforme logistiche, funzioni che avranno la rappresentanza delle migliori imprese liguri. Fra queste si segnalano Rina, Interglobo, Hub Telematica, Circle Group, Cargo Start, Società Consortile Goas, Priano Marchelli, Psa Italy, Ailox, Contship, TB Engineering, Aprile China, Zurcher Italia, Cava International.

Per Genova significa presentarsi non soltanto come scalo marittimo, ma come sistema integrato: porto, retroporto, spedizionieri, terminalisti, tecnologia e collegamenti con il Nord Italia. «Gli obiettivi industriali sono molto concreti, porteremo in Cina due asset strategici», ha spiegato Giampaolo Botta, direttore generale di Spediporto, «da un lato lo sviluppo del cargo aereo dell’Aeroporto Cristoforo Colombo di Genova, su cui siamo impegnati attraverso il Consorzio Goas, in un momento in cui vettori asiatici, operatori charter ed e-commerce guardano all’Europa e all’Italia per costruire partnership solide».

Il secondo obiettivo, secono Botta, è il know-how tecnologico e digitale che Spediporto, insieme a Hub Telematica, intende mettere al servizio di collaborazioni internazionali basate su dati, piattaforme avanzate e innovazione. «L’apertura del nostro representative office a Hong Kong completa questa traiettoria: Genova e la Liguria non sono solo una porta d’accesso al Mediterraneo, ma un interlocutore credibile per connettere Asia ed Europa con logistica, competenze e visione», ha concluso.

Il rapporto tra Liguria e Cina è già visibile nelle infrastrutture portuali. A Vado Ligure è operativo un terminal partecipato da Cosco Shipping Ports, presenza che conferma l’interesse cinese per gli scali liguri e per il Mediterraneo occidentale. Genova, dal canto suo, conserva un rapporto storico con i grandi traffici asiatici anche attraverso armatori, spedizionieri e operatori radicati sul territorio, abituati a lavorare sulle rotte Far East-Europa.

Un ulteriore elemento di competitività dello scalo genovese arriva dagli investimenti di Psa, la maggiore società terminalistica del mondo con sede a Singapore. Nel porto storico, Psa Sech ha recentemente rafforzato la propria dotazione con due nuove gru ship-to-shore di ultima generazione, alte 125 metri, nell’ambito di un investimento superiore ai 20 milioni di euro. A Pra’, inoltre, Psa Genova Pra’ è al centro di un accordo strategico da un miliardo di dollari per innovazione tecnologica, sostenibilità e aumento della capacità operativa, con sistemi avanzati e mezzi elettrici.

Il quadro sarà completato dalla nuova diga foranea di Genova, infrastruttura decisiva per consentire l’accesso in sicurezza delle grandi portacontainer di ultima generazione. Quando l’opera sarà ultimata, lo scalo potrà candidarsi con maggiore forza a intercettare traffici diretti dalla Cina senza dipendere da trasbordi in altri hub mediterranei. La missione di Pechino diventa così un passaggio politico e commerciale: trasformare relazioni internazionali già esistenti in nuovi volumi, investimenti e lavoro per il porto di Genova. (riproduzione riservata)



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