Il governo italiano sarà presto chiamato a intervenire su Ferretti, uno dei simboli della nautica italiana, finito al centro di un caso che intreccia industria, sicurezza nazionale e controllo societario. Dopo l’articolo di MF-Milano Finanza del 25 aprile sul potenziale uso delle tecnologie italiane nel centro di Qingdao, di proprietà dell’azionista di maggioranza cinese Weichai, il 5 maggio il deputato leghista Alberto Luigi Gusmeroli ha presentato un’interrogazione parlamentare per chiedere chiarimenti urgenti sull’eventuale uso del golden power.
Gusmeroli, dopo aver sottolineato che Ferretti «è uno dei principali marchi del made in Italy nella cantieristica navale di lusso», ha evidenziato come «opera anche attraverso la divisione Security & Defence, fornitrice di unità navali ad alta velocità e di sistemi integrati di comunicazione e sensoristica per marina militare, Arma dei Carabinieri, guardie costiere e forze di polizia» e che a tal proprosito ricade «nel perimetro dell'articolo 1 del decreto-legge n. 21 del 2012 in materia di poteri speciali (golden power)».
Dopo il riferimento a questo giornale e dopo aver rilevato profili di «rischi di trasferimento di tecnologie sensibili verso ecosistemi industriali extra-Ue», il deputato ha sottolineato la mossa del socio di maggioranza Weichai con cui ha modulato la sua originaria quota del 37-39% «restando sotto le soglie di attivazione automatica delle procedure più invasive», ma «esercitando di fatto un controllo pieno sulla governance e fonti pubbliche documentano un trasferimento di tecnologie produttive dalla controllata italiana verso un polo nautico estero».
In vista dell’assemblea che si terrà il 14 maggio e che vede contrapposte la lista di Weichai a quella del secondo socio Kkcg (che ha candidato a ceo l’attuale ad, Alberto Galassi), Gusmeroli richiama l’eventualità che il confronto possa «ridefinire gli equilibri di controllo, in un caso che presenta evidenti analogie con il precedente Pirelli, rispetto al quale il Governo ha esercitato i poteri speciali».
Per tale motivo, il deputato ha chiesto «quali iniziative urgenti di competenza il Governo intenda assumere, anche mediante l’attivazione dei poteri speciali, a tutela del patrimonio industriale e tecnologico di Ferretti e delle competenze nazionali in un comparto di rilevanza strategica per la difesa e la sicurezza del Paese».
Probabilmente le risposte potrebbero avvenire al più tardi durante il question time alla Camera di mercoledì 13, ovvero un giorno prima dell’assise che ridefinirà la governance del gruppo degli yacht di lusso.
Nel frattempo i proxy advisor Iss e Glass Lewis hanno entrambi raccomandato di votare per la lista presentata dai cechi di Kkcg, che oltre a Galassi (indicato come ceo) comprende anche Piero Ferrari e Stefano Domenicali come membri del board. Iss l’ha definita «l’opzione migliore per garantire la continuità strategica e gestionale», sottolineando la «chiarezza strategica» di Kkkcg e apprezzando la richiesta di allargare il cda a 10 membri, che «rafforzerebbe l’indipendenza del consiglio nonché la diversità di genere». (qui il testo dell'articolo pubblicato oggi su milanofinanza)