La Cina mette un freno alla guerra dei prezzi che da anni caratterizza, e in parte distorce, il più grande mercato automobilistico del mondo. Con una serie di linee guida definitive pubblicate giovedì 12, la State Administration for Market Regulation (Samr) ha vietato ai costruttori di vendere veicoli a un prezzo inferiore al costo totale di produzione.
Il provvedimento dell’amministrazione cinese amplia in modo decisivo la definizione di «costo», includendo non soltanto le spese di fabbricazione di un modello ma anche i suoi costi amministrativi, finanziari e commerciali. Si tratta di una formulazione più estesa, che ha l’obiettivo di impedire ai gruppi automobilistici di proseguire con strategie di espansione aggressiva che, secondo le autorità, hanno alimentato una pericolosa corsa al ribasso nell’intero settore.
La stretta arriva dopo anni di competizione serrata che hanno ridisegnato l’industria cinese dell’auto. Colossi come Byd e Geely hanno rafforzato le proprie posizioni, anche grazie ai forti tagli applicati ai listini, mentre molti produttori più piccoli, costretti ad adeguarsi per restare competitivi, sono finiti sotto pressione finanziaria. La guerra dei prezzi ha avuto anche effetti a catena lungo tutta la filiera, con richieste di sconti ai fornitori e allungamento dei tempi di pagamento, tutte pratiche finite nel mirino degli enti regolatori.
Le nuove regole, inoltre, vietano accordi di fissazione dei prezzi tra case automobilistiche e fornitori e impediscono ai marchi di imporre alle concessionarie vendite in perdita attraverso programmi di rebate punitivi. Un capitolo specifico riguarda le piattaforme digitali di vendita auto, che vengono ora classificate come «monitor in tempo reale» del mercato. Queste saranno incoraggiate a inviare «doppi alert di rischio» sia ai consumatori sia alle autorità quando un veicolo viene offerto a un prezzo anomalo, ovvero troppo basso.
La stretta è anche sui cosiddetti software-defined vehicles. I costruttori dovranno avvisare i clienti della scadenza di eventuali periodi di prova gratuiti dei servizi software e non potranno trasformare in abbonamenti a pagamento funzionalità non esplicitamente indicate al momento dell’acquisto.
Nonostante i ripetuti richiami del governo e l’avvertimento di «sanzioni severe» per chi prosegue con pratiche di sconto aggressive, l’inizio del 2026 ha già visto un nuovo giro di tagli ai prezzi. Questo bando sulle vendite sotto costo rappresenta quindi il più deciso tentativo delle autorità di stabilizzare un mercato diventato sempre più competitivo e volatile, con implicazioni rilevanti non solo per i player locali, ma anche per i grandi gruppi globali esposti in Cina, come le case tedesche.
Oggi tra l'altro Merceds Benz ha annunciato i risultati di vendite del 2025 da cui emerge che in Cina il brand ha subito un calo anno su anno del 19%, pur avendo venduto ben 552 mila veicoli, mantendo la leadership nel segmento top end di mercato, quello delle auto da 1 milione di yuan in su. (qui il testo dell'articolo apparso oggi su milanofinanza)