MENU
Industria

Kallenius (Mercedes), il protezionismo più dannoso che utile

Il ceo del costruttore tedesco di auto premium, che è anche presidente dell'Associazione di settore europea, è convinto che le barriere tariffarie facciano salire i costi per i produttori e creino distorsioni nelle catene globali di approvigionamento. Propone più accordi commerciali con i paesi partner


21/10/2026 15:43

di Mauro Romano - Class Editori

settimanale
Ola Kallenius, ceo di Mercedes

La spinta europea verso un maggiore protezionisto nell'industria automobilistica rischia di far aumentare ulteriormente i costi per i costruttori e di creare distorsioni nelle catene di approvvigionamento globali.

Lo ha dichiarato Ola Källenius, amministratore delegato di Mercedes-Benz, nel suo intervento al forum internazionale Berlin Global Dialogue in corso a Berlino. Un'auto moderna contiene migliaia di componenti provenienti da "ogni singolo angolo del mondo" per massimizzare l'efficienza. L'introduzione di restrizioni renderebbe la produzione più costosa, pur migliorandone la resilienza, secondo il manager.

L'Europa non può diventare "un'isola", rinunciando a fare affari con i principali partner commerciali, tra cui Stati Uniti, Cina, Giappone, Corea del Sud e India, secondo il numero uno di Mercedes-Benz, che è anche il presidente dell'Associazione europea dei costruttori di auto (Acea).

Nel suo discorso, Källenius ha quindi esortato l'Ue a intensificare gli sforzi per concludere nuovi accordi commerciali. In quest'ottica, ha accolto positivamente i progressi verso la finalizzazione dell'intesa, a lungo rinviata, con il Mercosur e l'avanzamento dei negoziati con l'India e altri partner. Al tempo stesso, il manager ha messo in guardia l'Europa dal coltivare l'illusione di un ritorno al protezionismo, dopo decenni di globalizzazione.

Come tutti i rpincipali marchi auto europei, anche Mercedes-Benz ha visto calare le consegne globali di autovetture dell'8% a 407.200 unità nel terzo trimestre, scontando la persistente debolezza del mercato cinese, controbilanciata da una tenuta più solida della domanda in Nord America ed Europa.

In Cina il marchio premium tedesco ha subito il calo maggiore  (-31% a/a) con 86.800 auto consegnte contro 132.300 in tutta l'area asiatica (-25%). Nell'area nordamericana, il totale trimestrale è salito a 83.200 veicoli, con un aumento del 6% negli Usa e del 4% in tutto in Nord America. In Europa, il brand tedesco ha immatricolato 168.700 veicoli, segnando un aumento del 5% annuo.

Però, nel corso del trimestre, Mercedes ha messo a segno un record trimestrale sul fronte dell'elettrico, con 68.400 consegne di veicoli a batteria (Bev). Il dato evidenzia un aumento del 61% su base annua e del 29% rispetto al trimestre precedente e porta la quota globale di veicoli elettrici a batteria del gruppo tedesco al massimo storico del 16,8%, in aumento di 7,2 punti percentuali rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente.

Sul fronte dei veicoli commerciali, Mercedes-Benz Vans ha incrementato le vendite globali a 84.400 unità nel trimestre, con una crescita del 6% al di fuori della Cina e un incremento a doppia cifra delle vendite di furgoni elettrici (+12%). Considerando autovetture e furgoni insieme, il gruppo ha chiuso il trimestre con 491.700 vendite. (riproduzione riservata)


Chiudi finestra
Accedi