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Industria

L'auto cinese avanza in Europa, target 1 milione di produzione nel 2028

In fase avanzata tra chi produrrà nei 12 impianti nel vecchio continente, più uno in Turchia, sono Byd, seguita da Geely, Saic e Xpeng, mentre Leapmotor punta all'alleanza con Stellantis, e Xiaomi e Changam si affacciano al mercato solo ora. Parallelamente avanzano i produttori di batterie con il leader mondiale Catl impegnato in tre progetti chiave


25/02/2026 15:59

di Andrea Boeris - Class Editori

settimanale
Stella Li, vicepresidente esecutivo di Byd e responsabile del mercato europeo

I costruttori cinesi puntano a superare il milione di auto prodotte in Europa entro il 2028, mentre nel frattempo Bruxelles continua a rinviare le decisioni sul contenuto minimo locale. È quanto emerge da uno studio del Clifa (Comité de liaison des industries fournisseurs de l’automobile) riportato dal portale francese Auto Infos.

Oggi sono già dodici i progetti di impianti cinesi in Europa - tredici includendo la Turchia - di cui sette sono confermati, per oltre 4 miliardi di euro di investimenti. Le capacità produttive complessive dovrebbero raggiungere 200 mila veicoli nel 2026, 760 mila nel 2027 e superare il milione l’anno successivo.

Il gruppo più avanzato è Byd, che nel 2025 ha immatricolato 187.600 auto in Europa (+270%). Il colosso dell’elettrico ha avviato la pre-produzione nel nuovo stabilimento di Szeged, in Ungheria, dove inizierà assemblando i modelli Dolphin Surf e Atto 2, con le prime consegne attese nel secondo semestre. La capacità iniziale è di 150 mila unità annue, facilmente raddoppiabile fino a 300 mila. In parallelo il gruppo prepara un ulteriore impianto in Turchia e un possibile terzo sito in Spagna.

Anche Geely accelera: produrrà con Volvo Cars a Kosice, in Slovacchia, dal 2028. Il primo modello sarà la Polestar 7, Suv compatto elettrico premium. L’investimento stimato è di circa 1,2 miliardi di euro, con capacità fino a 250 mila vetture l’anno. Geely è inoltre partner di Renault nella joint venture motoristica Horse e, pur senza progetti ufficiali in Europa, non esclude in futuro assemblaggi in siti del gruppo francese.

Sul fronte dei marchi in espansione, il gruppo statale Saic Motor - proprietario di MG, primo brand cinese per vendite in Europa con 317 mila unità nel 2025 - sta valutando un impianto dedicato nel continente. Chery ha già avviato attività di assemblaggio (Semi-Knocked Down) nell’ex stabilimento Nissan di Barcellona e lancerà in Francia i marchi Omoda e Jaecoo, dopo aver venduto 135 mila unità in Europa lo scorso anno.

Leapmotor, partecipata al 21% da Stellantis, dovrebbe produrre modelli propri a Saragozza, nello stabilimento spagnolo che oggi assembla Peugeot 208, Opel Corsa e Lancia Ypsilon. Xpeng ha invece avviato l’assemblaggio presso gli impianti di Magna a Graz, in Austria.

L’obiettivo è chiaro: aggirare i dazi europei sulle elettriche importate dalla Cina, che possono arrivare fino al 45% per MG. Tuttavia, secondo il Clifa, il contenuto locale iniziale di questi impianti sarebbe inferiore al 30%, con target del 50%, mentre la Commissione Europea si orienterebbe verso una soglia intorno al 70% per il «made in Europe». Una proposta era inizialmente attesa tra il 25 e il 26 febbraio, ma è stata poi posticipata al 4 marzo.

     : uno stabilimento operativo in Turingia (14 GWh), una gigafactory da 100 GWh in costruzione a Debrecen, in Ungheria (7,3 miliardi di euro di investimento) e una joint venture con Stellantis a Saragozza fino a 50 GWh con tecnologia Lfp, per un investimento fino a 4 miliardi e avvio a fine 2026. Anche Envision investe in Europa: scelta da Renault nel 2021 per una gigafactory a Douai, nel nord della Francia, destinata a modelli elettrici come la R5, con una capacità prevista di 24 GWh entro il 2030 e oltre 200 milioni di euro di fondi pubblici. (qui il testo dell'articolo pubblicato oggi da milanofinanza)


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