I produttori di auto cinesi continuano a guadagnare terreno in Europa, sottraendo quote di mercato ai principali gruppi automobilistici del continente. Lo dimostrano i dati delle immatricolazioni diffusi dall'Acea, l'associazione dei costruttori europei.
A settembre Chery, Byd, Geely e Saic Motor hanno raggiunto insieme una quota del 14,6%, contro il 9,6% dello stesso mese del 2025. Nello stesso periodo le tre grandi d'Europa, Volkswagen, Stellantis e Renault, sono scese complessivamente dal 48,4% al 43,7%, perdendo quasi cinque punti percentuali, ovvero lo stesso valore di quote guadagnato dalle rivali cinesi in ascesa.
Il confronto è particolarmente significativo perché è relativo a un mese in cui il mercato automobilistico europeo è cresciuto del 10,2%, raggiungendo 1,36 milioni di vetture immatricolate nell'area Ue, Efta e Regno Unito. I costruttori cinesi stanno quindi conquistando spazio anche in una fase di espansione delle vendite complessive, mentre i tre maggiori gruppi europei faticano a mantenere le proprie posizioni.
Tra i costruttori europei, Volkswagen mantiene la leadership con 308.474 immatricolazioni a settembre, ma registra una flessione del 2,9% rispetto allo stesso mese del 2025. La quota di mercato del gruppo tedesco è scesa dal 25,7% al 22,6%. Stellantis ha invece aumentato le vendite del 4,5%, a 172.977 unità, ma anche in questo caso la crescita è stata inferiore a quella del mercato, meno della metà, e di conseguenza la quota è diminuita dal 13,4% al 12,7%.
A sostenere Stellantis è soprattutto Fiat, che ha aumentato le immatricolazioni del 23,4% nel mese, mentre Citroën è cresciuta del 20,8%. Restano invece in difficoltà Alfa Romeo (-44,5%), Jeep (-4,1%) e DS (-31,7%). Renault ha registrato una flessione dello 0,7%.
Sul fronte cinese, Byd ha quasi raddoppiato le immatricolazioni europee a settembre, raggiungendo 49.953 vetture (+98,7%), mentre Chery ha registrato un balzo del 185,5%, a 52.801 unità. Saic Motor è cresciuta del 23,7%. Nei primi nove mesi dell'anno Byd ha venduto 283.997 auto in Europa, in aumento del 134,6%, mentre Chery ha messo a segno una crescita del 255,9%.
A questa avanzata dei gruppi del Dragone partecipa anche Leapmotor, il costruttore cinese che opera sui mercati internazionali attraverso una joint venture controllata al 51% da Stellantis. Nella sola Unione Europea le immatricolazioni del marchio sono aumentate del 255,7% a settembre, raggiungendo 10.229 vetture, e del 393,6% nei primi nove mesi, a 72.760 unità.
L'avanzata cinese non riguarda soltanto le auto completamente elettriche. La quota del 14,6% comprende infatti tutte le alimentazioni commercializzate dai quattro gruppi, incluse le vetture ibride e quelle con motori tradizionali. Questo dimostra come la concorrenza cinese sia in realtà sempre più ampia e non sia limitata al solo mercato delle Bev, come invece si potrebbe pensare.
La crescita cinese coincide comunque con un momento di forte accelerazione dell'elettrico e questo è certamente un elemento ulteriore di spinta per Byd e le altre. A settembre le immatricolazioni di auto completamente elettriche nell'area Ue, Efta e Regno Unito sono aumentate del 59,9%, raggiungendo 416.433 unità. Nei primi nove mesi la quota delle Bev nella sola Unione Europea è salita al 22,7%, contro il 16,1% di un anno prima, e di questi numeri ha beneficiato anche Tesla, che ha immatricolato 68.776 vetture a settembre, il 72,5% in più, mentre il saldo da inizio anno è +50%.
Questi numeri sull'ascesa cinese riportano all'attenzione il confronto politico sul futuro dell'industria automobilistica europea, proprio mentre a Bruxelles si lavora alla revisione delle regole sulle emissioni di Co2 e si discute dell'introduzione di criteri Made in Europe per sostenere la produzione e la filiera continentale. La questione, che si intreccia con la transizione verso l'elettrico, sarà determinante per la capacità dei costruttori europei di difendere le proprie quote di mercato dalla crescente concorrenza cinese. (riproduzione riservata)