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Industria

L'export sostiene il fatturato Byd, ma pesa sui margini

Tra luglio e settembre le consegne all’estero del gruppo di Shenzhen leader nelle auto elettriche e ibride sono più che raddoppiate, aiutando la gestione a compensare l’andamento più debole del mercato cinese. Ma preoccupa la crescita di scorte e i crediti commerciali per finanziare l'espansione globale


29/10/2026 14:13

di Andrea Boeris - Class Editori

settimanale
Stella Li, vicepresidente esecutivo di Byd

Byd torna a far crescere il fatturato, ma delude le aspettative sugli utili. Il colosso cinese delle auto elettriche e ibride ricaricabili ha chiuso il terzo trimestre con un utile netto di 10 miliardi di yuan, circa 1,35 miliardi di euro, in aumento del 28% rispetto allo stesso periodo del 2025. Un risultato inferiore alle stime delle tre case di brokeraggio raccolte da Reuters, comprese tra 11,4 e 12,95 miliardi di yuan (pari a 1,54-1,74 miliardi di euro), e in lieve rallentamento rispetto alla crescita del 30% registrata nel secondo trimestre.

A sostenere i conti è soprattutto l’espansione internazionale, che compensa la debolezza delle vendite in Cina. Ma la corsa all’estero porta con sé anche un aumento delle scorte e dei crediti commerciali, mentre la concorrenza tra i marchi cinesi si allarga ai mercati di esportazione.

Tra luglio e settembre il fatturato di Byd è salito del 13,6% a 221,5 miliardi di yuan, circa 29,85 miliardi di euro. Il gruppo interrompe così una sequenza di quattro trimestri consecutivi di contrazione dei ricavi, dopo il calo del 3% registrato tra aprile e giugno. Secondo i calcoli di Reuters sui dati diffusi dalla società, le vendite globali sono aumentate del 18,8%, superando 1,32 milioni di veicoli nel trimestre. Le consegne all’estero sono più che raddoppiate, aiutando il gruppo a compensare l’andamento più debole del mercato domestico.

La crescita internazionale resta quindi decisiva per il gruppo guidato da Wang Chuanfu, che nei mesi scorsi ha indicato l’obiettivo di conquistare il primo posto nell’industria automobilistica mondiale entro cinque anni.

La spinta oltreconfine si vede anche nello stato patrimoniale. Al 30 settembre i crediti commerciali risultavano in aumento del 52,6% rispetto alla fine del 2025, mentre le scorte erano cresciute del 60,1%. Nell’informativa depositata in borsa, Byd riconduce questi incrementi principalmente allo sviluppo delle attività automobilistiche all’estero. Sono due voci da seguire per valutare come la crescita delle vendite si tradurrà in incassi e quanto capitale resterà impegnato nel magazzino e nella rete commerciale internazionale.

Il gruppo continua intanto a investire nella produzione fuori dalla Cina. In Brasile, Byd sta chiedendo le autorizzazioni per raddoppiare la capacità annua del proprio stabilimento, portandola a 600 mila veicoli.

L’export offre nuovi sbocchi, ma la pressione competitiva segue Byd anche fuori dai confini nazionali. Secondo l’analista automotive Felipe Munoz, interpellato da Reuters, l’arrivo degli altri produttori cinesi sta frenando il ritmo dell’espansione del gruppo e renderà più impegnativi i prossimi trimestri.

Alle sfide commerciali si aggiungono quelle politiche. La vicepresidente esecutiva Stella Li ha indicato nella geopolitica il principale ostacolo alla crescita internazionale di Byd. In Europa le esportazioni cinesi di auto ibride potrebbero essere sottoposte a nuove restrizioni nell’ambito di un’intesa Ue volta a contenerne le importazioni. (qui il tersto dell'articolo pubblicato su milanofinanza)

 

 



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