MENU
Industria

La cinese Geely vuole produrre in Europa e si allea con Ford

In fase avanzata i colloqui tra i due gruppi dell'automotive per un'intesa sulla produzione e le tecnologie avanzate, tra cui la guida senza pilota. Il vantaggio per Geely sarebbe di poter produrre in una fabbrica americana in Spagna, bypassando così i dazi imposti dall'Ue sull'import di auto elettriche cinesi


04/02/2026 15:32

di Andrea Boeris - Class Editori

settimanale
Jim Farley, ceo di Ford

Ford e il gruppo cinese Geely sono in trattative avanzate per una possibile partnership industriale e tecnologica, in un contesto in cui i grandi costruttori globali cercano alleanze per condividere costi sempre più elevati su produzione e sviluppo tecnologico. Lo riferisce in esclusiva Reuters, citando fonti a conoscenza del dossier.

Secondo le indiscrezioni, i colloqui riguardano innanzitutto l’utilizzo di capacità produttiva Ford in Europa da parte di Geely per assemblare veicoli destinati al mercato europeo. Ma le parti starebbero discutendo anche una possibile cooperazione su tecnologie condivise, comprese quelle per la guida automatizzata e i veicoli connessi. Le trattative sul fronte manifatturiero europeo sarebbero le più avanzate.

Nelle ultime settimane i contatti si sono intensificati: dirigenti di Geely hanno incontrato il management Ford in Michigan, mentre una delegazione del costruttore americano si è recata in Cina per approfondire il dialogo. I colloqui sono in corso da mesi, ma al momento non è chiaro se sfoceranno in un accordo vincolante né quale potrebbe essere l’eventuale perimetro geografico, in particolare per il mercato statunitense.

Dal punto di vista industriale, una produzione in Europa consentirebbe a Geely di aggirare i dazi Ue sulle auto elettriche importate dalla Cina, introdotti nel 2024 e arrivati fino al 37,6%. Tra i siti coinvolti viene indicato lo stabilimento Ford di Valencia, in Spagna. Una strategia già seguita da altri costruttori cinesi, che stanno localizzando la produzione in Europa attraverso joint venture o accordi con gruppi occidentali, come dimostra il caso Leapmotor-Stellantis.

Sul piano tecnologico, l’operazione potrebbe aiutare Ford a colmare il gap accumulato rispetto ai concorrenti globali, soprattutto cinesi, su elettrico, software e guida autonoma. L’amministratore delegato Jim Farley ha più volte riconosciuto il vantaggio competitivo della Cina in questi ambiti, definendolo «umiliante», e ha ribadito la necessità di partnership per restare competitivi.

Resta però il nodo politico. Un’eventuale estensione della collaborazione agli Stati Uniti attirerebbe l’attenzione di Washington, dove restano in vigore restrizioni severe sull’uso di tecnologie cinesi nei veicoli connessi per motivi di sicurezza nazionale. Ford, da parte sua, si è limitata a confermare contatti esplorativi con diversi potenziali partner, senza commentare nello specifico le trattative con Geely.

Per il gruppo cinese, che nel 2025 ha superato i 3 milioni di veicoli venduti e controlla marchi come Volvo, Lotus, Zeekr e Lynk & Co, l’alleanza con Ford si inserirebbe in una strategia consolidata di cooperazioni internazionali. Una strategia che, come dimostra la partnership con Renault in Corea del Sud e Brasile, sta già producendo risultati concreti. (qui il testo dell'articolo pubblicato oggi su milanofinanza)


Chiudi finestra
Accedi