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Industria

Motor Valley, la Cpc punta sul carbonio per l'auto elettrica cinese

Completato un maxi investimento da 400 milioni per potenziare un polo dedicato alla lavorazione di metalli speciali, con focus sui materiali compositi, l'azienda ora di proprietà di Mitsubishi Chemical ora guarda anche al mercato asiatico per triplicare il fatturato


18/02/2026 15:46

di Stefano Catellani - Class Editori

settimanale
Sebastiano Rio, ceo di Cpc

Con la conclusione del maxi investimento da 400 milioni per potenziare un polo dedicato alla lavorazione di metalli speciali, e focus sui materiali compositi, a partire dal carbonio, la Cpc di Modena, fondato da Franco Iorio e ora parte del gruppo giapponese Mitsubishi Chemical, lancia un nuova sfida al mercato globale dell'automotive, dove già opera con successo. 

«Il potenziamento è stato lanciato per servire il mercato globale, inclusa l'area asiatica e la Cina, con componenti leggeri per la mobilità elettrica e ibrida», hanno spiegato i manager della Cpc, Thomas Vecchi, chief security officer, Enrico Benni, chief operation, e Alessandro Novello, direttore dell'Industrial Engineering.

Facendo leva sul nuovo polo produttivo allargato di 50mila metri quadrati, dove è concentrata l’intera filiera, dalla materia prima al prodotto finito, il management, guidato dal ceo Sebastiano Rio, ha varato un piano industriale che ha l'obiettivo di arrivare a un fatturato di 500 milioni di euro dagli attuali 170, con 1350 dipendenti entro il 2027 grazie a 530 nuove assunzioni, di cui 400 già effettuate negli ultimi 20 mesi.  

Il maxi investimento punta a ottimizzare ricerca, produzione e logistica, con spazi dedicati alla lavorazione della materia prima, alla stampa, al lavaggio, al montaggio. 

«Una bellissima piattaforma che rappresenta uno dei più grandi investimenti contemporanei in Emilia-Romagna e che consente un salto di scala di livello internazionale», ha commentato Vincenzo Colla, vice presidente della regione, in visita alla nuova factory, «con la sfida ambiziose di farlo diventare un moltiplicatore emulativo per tutta la filiera e l’ecosistema regionale».

Fiore all’occhiello della CPC è la lavorazione della fibra di carbonio per il settore automotive, fondamentale per la nuova mobilità e transazione elettrica. Oggi sono clienti dell’azienda modenese alcune fra le più importanti case di produzione italiane e straniere, compresi i progetti sulla guida autonoma. CPC ha avuto un successo importante soprattutto in Germania, Francia, Inghilterra e America date l'alta competenza nel settore e la qualità dei prodotti e dei servizi. 

Il nuovo centro ospiterà anche aule e laboratori dell’Università di Modena e Reggio Emilia, con un centro di ricerca per l’innovazione dei materiali e per il riciclo e il riuso del carbonio. (riproduzione riservata)



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