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Industria

Stellantis tratta con Dongfeng per produrre Ev in Europa e Cina

I due costruttori hanno già una jv attiva, nata su impulso dei francesi di Psa, per produrre auto tradizionali, divenuta nel tempo marginale. Il gruppo italo-francese sarebbe interessato a saturare la produzione in Europa con modelli Dongfeng e a produrre in Cina auto elettriche a costi competitivi per il mercato globale


15/04/2026 16:06

di Andrea Boeris - Class Editori

settimanale
Ma Lei, ceo di Dongfeng (a sinistra)

Non solo Leapmotor. Stellantis continua a guardare alla Cina e, in particolare, alla storica alleanza con Dongfeng, in una fase in cui il gruppo accelera la revisione strategica globale per recuperare competitività e margini. Il costruttore guidato da Antonio Filosa starebbe valutando un rilancio della partnership con il gruppo statale cinese, con implicazioni sia industriali sia commerciali tra Europa e Asia.

L’asse con Dongfeng, nato negli anni Novanta sulla spinta dei francesi di Peugeot Citroen con la joint venture DPCA  (Dongfeng Peugeot Citroën Automobiles), potrebbe essere profondamente rinnovato dopo anni di marginalità. Negli ultimi esercizi, infatti, l’alleanza era finita in secondo piano, complice il calo delle vendite in Cina e il cambio di strategia sotto la gestione dell’ex ceo Carlos Tavares, che aveva puntato soprattutto sulla collaborazione con la startup Leapmotor.

«Nell'ambito della sua normale attività, Stellantis intrattiene discussioni con diversi operatori del settore in tutto il mondo su vari argomenti, sempre con l'obiettivo finale di fornire ai clienti le migliori opzioni di mobilità», ha dichiarato Stellantis in un comunicato, rifiutandosi di rilasciare ulteriori commenti.

Più esplicito, invece, il commento alle indiscrezioni del gruppo cinese: «Dongfeng e Stellantis hanno solide basi per una partnership e in futuro continueremo a rafforzare i punti di forza che si completano a vicenda».

Secondo fonti vicine al dossier citate da Bloomberg, Stellantis e Dongfeng stanno discutendo un modello di cooperazione più ampio che includerebbe produzione condivisa nei due continenti. Il gruppo europeo potrebbe aprire a Dongfeng l’accesso a impianti sottoutilizzati in Europa, anche in Italia e Germania, con l’obiettivo di migliorare i tassi di utilizzo e ridurre i costi industriali evitando chiusure politicamente sensibili.

Dongfeng potrebbe produrre in Cina modelli di alcuni marchi Stellantis, destinati sia al mercato locale sia all’export. Non è escluso che, in una fase successiva, il gruppo cinese possa anche investire direttamente o acquisire quote in stabilimenti europei. Questa logica si inserisce in un contesto in cui i costruttori cinesi cercano basi produttive locali per aggirare i dazi europei, mentre i gruppi occidentali tentano di sfruttare la competitività industriale asiatica.

Parallelamente, dal fronte cinese arrivano segnali di un possibile rafforzamento operativo. In occasione di un forum a Wuhan, hub automobilistico dove ha sede Dongfeng, Stellantis ha indicato la volontà di sfruttare la base industriale locale per esportare veicoli elettrici verso Asia, Africa e America Latina.

L’idea è utilizzare la produzione «made in China» per alimentare mercati ad alta competizione sui prezzi, dove i costruttori locali stanno guadagnando rapidamente quote. Una strategia che permetterebbe a Stellantis di mantenere i propri brand ma con una struttura di costi più competitiva. La joint venture DPCA, che in passato ha prodotto milioni di veicoli, continua oggi a realizzare modelli come Peugeot 2008, 5008 e Citroën C5 X, in parte destinati all’export.

Il rinnovato interesse per Dongfeng potrebbe anche rappresentare un tentativo di rilancio nel mercato cinese, dove Stellantis ha perso terreno negli ultimi anni fino a una presenza quasi marginale. Il dialogo con il partner storico si affianca ad altri contatti esplorativi con gruppi tecnologici e automotive cinesi, tra cui Xiaomi e Xpeng, mentre prosegue la collaborazione con Leapmotor per la vendita in Europa e l’integrazione tecnologica su modelli di massa come Fiat e Opel.

Il riavvicinamento a Dongfeng si inserisce in un contesto di forte pressione competitiva, soprattutto in Europa, dove Stellantis deve affrontare domanda disomogenea e l’avanzata di player come Volkswagen e Byd. Allo stesso tempo, diversi impianti europei risultano sottoutilizzati, rendendo urgente una soluzione industriale. Una maggiore integrazione con partner cinesi potrebbe contribuire a ridurre i costi, migliorare la saturazione degli stabilimenti e accelerare la transizione elettrica, ma comporta anche implicazioni politiche e regolatorie, soprattutto sul fronte della tecnologia. Negli Stati Uniti, infatti, eventuali collaborazioni con gruppi cinesi restano più complesse per via delle restrizioni sull’utilizzo di tecnologie provenienti da Pechino.

Le discussioni con Dongfeng non sono ancora definitive e potrebbero anche non sfociare in un accordo. Tuttavia, rappresentano un tassello chiave della revisione strategica in corso. Il ceo Filosa dovrebbe fornire indicazioni più precise il prossimo 21 maggio, in occasione del capital markets day, dove sono attese misure per rilanciare la redditività in Europa mantenendo al contempo il focus sugli investimenti in Nord America. (qui il testo dell'articolo pubblicato oggi da milanofinanza)


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