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Industria

VW, tre joint venture con la cinese Gotion per le batterie al litio

Offensiva europea del gruppo tedesco che si affida alla tecnologia cinese per costruire le batterie per buona parte dei suoi veicoli. La scelta è caduta sui prodotti al litio-ferro-fosfato, che assicurano minori costi, anche se non sono al top delle performance. Gli impianti produttivi verranno costruiti in Spagna, Slovacchia e in Marocco


29/09/2026 16:43

di Andrea Boeris - Class Editori

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Thomas Schmall, responsabile Tecnologia del gruppo Volkswagen

Volkswagen sfida la Cina alleandosi con la Cina e rafforza la propria filiera europea delle batterie affidandosi ancora di più alla tecnologia asiatica. Il colosso tedesco dell’auto, attraverso la controllata PowerCo, e la cinese Gotion High-Tech hanno concordato la creazione di tre joint venture tra Spagna, Slovacchia e Marocco per costruire una catena regionale delle batterie al litio-ferro-fosfato (Lfp).

I progetti prevedono complessivamente investimenti per 3,2 miliardi di euro, suddivisi quasi a metà tra i due partner, e permetteranno a Gotion di entrare direttamente dentro uno degli asset strategici di Volkswagen in Europa: la gigafactory di Valencia.

Il progetto più importante riguarda proprio Valencia, dove è in costruzione la fabbrica di celle di PowerCo. Il sito verrà trasferito a una joint venture nella quale Volkswagen manterrà il 51%, mentre Gotion entrerà con il 49% attraverso un investimento da 1,1 miliardi di euro. Il valore complessivo previsto del progetto è di 2,26 miliardi, con una capacità produttiva indicata nel filing di Gotion in 29,1 GWh all’anno.

Valencia diventerà l’hub europeo per la produzione delle Unified Cell Volkswagen basate sulla chimica Lfp, tecnologia meno costosa rispetto alle batterie ad alto contenuto di nichel e considerata sempre più decisiva per abbassare il prezzo delle auto elettriche di volume. Secondo Volkswagen, oggi la tecnologia Lfp rappresenta circa il 10% del mercato europeo delle batterie, ma potrebbe salire tra il 40% e il 60% entro il 2030.

«Stiamo ampliando la nostra partnership fino alla produzione industriale congiunta di batterie Lfp per rafforzare l’industria europea delle batterie», ha spiegato Thomas Schmall, responsabile Tecnologia del gruppo Volkswagen e presidente del consiglio di sorveglianza di PowerCo.

Il secondo tassello è Šurany, in Slovacchia, dove la fabbrica di Gotion verrà inserita in una joint venture controllata al 51% dal gruppo cinese e al 49% da PowerCo. Il progetto vale 480 milioni di euro e prevede una capacità annuale di 8,4 GWh, destinata non solo alle auto elettriche ma anche ai sistemi di accumulo energetico, che stanno beneficiando del boom di AI e datacenter. Sommando Valencia e Šurany, la capacità delle due iniziative arriva quindi a 37,5 GWh annui.

La filiera verrà completata a Kenitra, in Marocco, dove un’altra joint venture, ancora controllata al 51% da Gotion, produrrà materiale catodico Lfp. L’investimento previsto è di altri 480 milioni, con una capacità fino a 100 mila tonnellate all’anno. L’obiettivo è alimentare prioritariamente le fabbriche europee e ridurre l’esposizione a forniture esterne di materiali strategici. Gotion dovrebbe quindi investire complessivamente 1,6 miliardi, mentre PowerCo metterà 1,62 miliardi, con gli esborsi distribuiti nel tempo. 

L’accordo mette in evidenza uno dei principali paradossi della strategia industriale europea. Bruxelles sta lavorando a nuovi requisiti di localizzazione e a una politica Made in Europe per ridurre la dipendenza dalla Cina nelle tecnologie verdi. Nel frattempo però Volkswagen arriva alla conclusione che per costruire in Europa una filiera delle batterie Lfp sufficientemente competitiva non si può che approfondire la collaborazione con uno dei maggiori specialisti cinesi.

PowerCo era nata proprio con l’obiettivo di internalizzare una parte crescente della catena del valore delle batterie. Con Gotion Volkswagen sceglie invece ora un modello più condiviso, mettendo insieme la propria capacità industriale europea con il know-how cinese su una chimica sulla quale produttori come Byd e Catl hanno costruito un forte vantaggio di costo. 

 La collaborazione tra Volkswagen e Gotion risale al 2020. Il gruppo di Wolfsburg è già il maggiore azionista del produttore cinese con una quota di circa il 24%, anche se contestualmente al nuovo accordo ha firmato la vendita di un ulteriore 5,3% del capitale. Volkswagen resterà comunque un investitore strategico e manterrà i propri diritti di rappresentanza nel consiglio di amministrazione di Gotion. (qui il testo del'articolo pubblicato su milanofinanza)


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