In settembre i prezzi al consumo sono aumentati dello 0,9%, leggermente al di sotto delle aspettative dell'1%, ma in accelerazione rispetto allo 0,8% del mese precedente. Secondo Dong Lijuan dell'Ufficio nazionale di statistica l'accelerazione dell'inflazione è stata determinata dai prezzi della benzina, aumentati del 16,6%, che hanno contribuito per circa 0,47 punti percentuali alla crescita annua dell'indice dei prezzi al consumo.
Questo effetto è stato parzialmente compensato da un calo più marcato dei prezzi alimentari, diminuiti dell'1,7%, che hanno sottratto 0,29 punti percentuali all'inflazione complessiva. L'inflazione core, che esclude i prezzi volatili dei prodotti alimentari e dell'energia, è salita all'1%.
Invece l'indice dei prezzi alla produzione è aumentato al ritmo più rapido degli ultimi quattro anni, registrando un rialzo del 5%, mentre l'incremento dei prezzi dei carburanti ha fatto salire i costi per le imprese. L'aumento è stato superiore al 4,5% previsto dagli economisti e il dato ha registrato una netta accelerazione rispetto al 3,8% del mese precedente.
L'Ufficio nazionale di statistica cinese ha riferito che sono stati registrati aumenti dei prezzi anche nel settore del carbone, a causa della maggiore domanda per il riscaldamento invernale, di una temporanea riduzione dell'offerta nelle principali aree di produzione e delle aspettative di un rialzo dei prezzi internazionali del carbone.
Secondo Zhiwei Zhang, presidente e capo economista di Pinpoint Asset Management, il dato sull'inflazione inferiore alle attese indica che la domanda interna rimane "debole". Tuttavia, secondo Hao Zhou, capo economista di Guotai Junan International Holdings, l'aumento dei prezzi alla produzione segnala che l'economia si sta gradualmente allontanando dalle pressioni deflazionistiche, anche se la ripresa rimane disomogenea.
A suo giudizio, la domanda interna si sta riprendendo più lentamente rispetto al settore industriale, anche se il fatto che l'inflazione al consumo sia rimasta in territorio positivo indica che il contesto deflazionistico del 2024 e del 2025 "continua ad attenuarsi".
L'accelerazione dell'inflazione arriva mentre l'economia cinese deve fare i conti con il ritmo di crescita più basso degli ultimi tre anni. Nel secondo trimestre dell'anno, l'espansione del Pil si è attestata al 4,3%, al di sotto delle aspettative. Sebbene i dati economici di agosto abbiano mostrato una crescita delle vendite al dettaglio più lenta del previsto, la produzione industriale ha superato le aspettative.
A fine settembre il Consiglio di Stato cinese ha segnalato la possibilità di ulteriori misure di sostegno all'economia, affermando che "in risposta alle nuove sfide che emergono nell'andamento dell'economia, occorre intensificare gli interventi anticiclici delle politiche macroeconomiche". Per Lynn Song "questo segna un certo cambiamento di tono" e secondo l'esperto saranno introdotte ulteriori misure di sostegno per raggiungere gli obiettivi di crescita sia a breve sia a lungo termine. "Tra questi figurano l'obiettivo di crescita del Pil del 4,5-5% per il 2026 e quello di lungo periodo di raddoppiare il pil tra il 2020 e il 2035". (riproduzioneriservata)