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Politica

Nuovo maxi ordine, 120 aerei, di Airbus da parte della Cina

Lo ha annunciato il cancelliere tedesco Merz in visita a Pechino, dopo l'incontro con il presidente Xi Jinping, spiazzando la concorrenza americana. Qualche settimana fa Air China e una sua controllata avevano annunciato un altro ordine di Airbus, 90 velivoli, per 14 miliardi di dollari


25/02/2026 17:56

di Pier Paolo Albricci - Class Editori

settimanale
Il cancelliere tedesco Merz e il presidente Xi Jinping

Il primo risultato concreto della visita in corso del cancelliere tedesco Friedrich Merz a Pechino è stato un maxi ordine "aggiuntivo" di 120 airbus per l'aviazione civile cinese, che si aggiunge a quello comunicato alla fine dell'anno scorso da Air China e China Aircraft Leasing Group Holdings (Calc) per un totale di 90 aerei per circa 14 miliardi di dollari.

Friedrich Merz, in visita a Pechino per approfondire i legami tra il suo Paese e la prima economia del mondo, poco dopo l'incontro con il presidente Xi Jinping, ha dichiarato in conferenza stampa, che «la leadership cinese ordinerà un numero maggiore di aerei aggiuntivi ad Airbus. L'ordine totale includerà fino a 120 aerei aggiuntivi», senza tuttavia specificare quali  tipi di aeromobili la Cina prevede di ordinare, né quando potrebbe avvenire l'acquisto.

Airbus, un consorzio di investitori pubblici tedeschi, francesi e spagnoli, con forti interessi anche in Italia che assicura la supply chain con oltre 11 mila dipendenti in fabbriche legate alle forniture del gruppo, opera direttamente anche in Cina con una linea di assemblaggio finale a Tientsin, una delle principali città portuali, dove produce gli A320 destinati principalmente alle compagnie aeree locali.

Il maxi ordine al consorzio europeo potrebbe spiazzare il concorrente storico, l'americana Boeing, che da diversi anni non riceve ordini dalla Cina. E questo tra l'altro è uno dei tanti motivi che ha spinto il presidente americano Trump a recarsi in Cina alla fine di marzo, da 30 al 2 aprile, su invito del presidente cinese. 

Nel frattempo la visita di Merz a Pechino è stata salutata da più parti come la riconsacrazione di un legame tra i due paesi che in passato ha beneficiato soprattutto la Germania, primo partner commerciale della Repubblica popolare nell'Unione europea.

«La Cina rimane la migliore scelta per le imprese tedesche, poiché la spinta del Paese verso l’autosufficienza tecnologica, l’aggiornamento industriale e una crescita di alta qualità creano opportunità sul lungo termine», ha certificato Hermann Simon, economista, scrittore e professore tedesco, presidente di Simon-Kucher & Partners, una boutique di consulenza strategica.

«La Cina dispone di una solida infrastruttura di fornitori, di un mercato enorme e di consumatori altamente innovativi», ha dichiarato, «per molte attività, questo Paese è la migliore destinazione».

«Nonostante l’imperversare dell’incertezza globale negli ultimi anni, la cooperazione commerciale tra i due Paesi è rimasta resiliente», ha insistito l'economista, conosciuto come il padre della teoria dei “campioni nascosti”.

Le aziende tedesche, che in Cina sono oltre 2.000, stanno registrando solide performance in quel paese, ha concluso. (riproduzione riservata)

 


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