La guerra in medio Oriente e la conseguente chiusura dello stretto di Hormuz sta spostando rapidamente sulle vie di terra parte del traffico di container in partenza dalla Cina verso l'Europa. Tra le vie più battute al momento c'è il Corridoio Centrale, la linea ferroviaria transcaspica lunga oltre 4.250 chilometri, che attraversa Azerbaigian, Georgia e Turchia, con il Kazakistan che ne costituisce il tratto più lungo.
«I clienti cinesi sono diventati più interessati al trasporto via terra piuttosto che via mare, per via dell'affidabilità e dei tempi di consegna prevedibili», ha fatto sapere Talgat Aldybergenov, ceo di Kazakhstan Temir Zholy (Ktz), le ferrovie statali del paese, che sta investendo pesantemente sullo sviluppo dell'infrastruttura sulla base di un piano da 10 miliardi di dollari entro il 2030, di cui circa la metà è già stata spesa.
Solo quest'anno sono in costruzione circa 900 chilometri di nuove linee ferroviarie, tra cui la tratta Ayagoz-Bakhty (300 chilometri) verso la Cina, destinata a diventare il terzo valico ferroviario tra i due Paesi. Una volta completati i progetti, la capacità di trasporto tra Kazakistan e Cina dovrebbe salire a circa 100 milioni di tonnellate entro il 2030, rispetto agli attuali 55 milioni.
Dal Corridoio Centrale, nel primo trimestre di quest'anno, sono transitati circa 173 treni, ciascuno composto da circa 55 container. L'obiettivo è raggiungere 600 treni nell'anno in corso, con un possibile aumento fino al 67% nel prossimo anno, secondo il ceo di Ktz.
La compagnia ferroviaria sta inoltre valutando una possibile quotazione a Londra o Hong Kong e individua nel Mar Caspio uno dei principali colli di bottiglia della rotta, a causa della carenza di navi. Per questo motivo, Ktz sta investendo oltre 100 milioni di dollari nell'acquisto di sei unità navali: quattro costruite dal gruppo cinese Jiangsu Hantong e due dal cantiere di Baku, con consegne previste a partire dal prossimo anno.
Le imbarcazioni serviranno a trasportare le merci dai porti kazaki di Aktau e Kuryk fino a Baku, da dove le merci proseguiranno via Georgia e Mar Nero verso l'Europa. Parallelamente, Ktz collabora con diverse aziende per ampliare la propria rete logistica e aumentare i volumi di traffico ferroviario.
L'aggancio logistico con la rete italiana avviene principalmente in tre snodi intermodali. Il primo è con i porti dell'Adriatico settentrionale, Trieste e Venezia, soprattutto su navi Ro-Ro (traghetti merci) che caricano le merci dai treni che arrivano in Turchia. Il secondo sono i terminali logistici, l'Interporto di Milano Smistamento, Novara e Mortara che ricevono quotidianamente treni blocco e container che agganciano le tratte europee provenienti dai porti del Nord Europa o dal Mediterraneo. Il terso sono i porti di Bari e Brindisi, collegati via nave con i porti della Turchia e della Grecia, rappresentano una direttrice secondaria per l'ingresso su gomma/ferro delle merci asiatiche.
Sul fronte delle locomotive, il Kazakistan ha siglato accordi di lungo termine con Wabtec e Alstom per la fornitura di nuovi mezzi, inclusi 300 locomotive americane nei prossimi dieci anni, oltre a 270 unità commissionate a un produttore cinese.
Il trasporto aereo cargo rappresenta un'ulteriore area di sviluppo. Ktz prevede di acquisire il suo primo aereo merci entro la fine dell'anno, con un piano di espansione più ampio nei prossimi tre anni.
Il traffico container tra Cina e Iran via Kazakistan è più che quadruplicato nel 2025, raggiungendo circa 4.600 container, con ulteriori aumenti attesi nei prossimi mesi, mentre è in forte calo il traffico sulla rotta Nord-Sud tra Russia e Iran.
Il Corridoio Centrale, conosciuto anche come Middle Corridor, è una rotta alternativa alla tradizionale Via della Seta settentrionale che passa attraverso la Russia, che per secoli ha rappresentato il principale collegamento terrestre tra Oriente e Occidente e che oggi corrisponde al Corridoio Settentrionale. Per anni questo corridoio è stato il percorso ferroviario più rapido e diretto per le merci tra Cina ed Europa (attraverso Russia e Bielorussia), ma oggi affronta criticità significative, a causa soprattutto delle tensioni geopolitiche e della guerra in Ucraina. (riproduzione riservata)