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Ai giochi olimpici è la tecnologia cinese che aiuta atleti e pubblico

Sul sito ufficiale di Milano-Cortina 2026, Olympic AI è basato su Qwen, il modello linguistico di base sviluppato da Alibaba, che, traducendo in simultanea da 119 lingue, aiuta atleti e organizzatori a capirsi e coordinarsi. Intanto dalle emittenti televisive viene impiegato il sistema bullet-time per migliorare le riprese


19/02/2026 12:57

di Class Editori - Xinhua/Ceis

settimanale
La delegazione cinese all'inaugurazione dei Giochi Milano-Cortina

Con i 286 membri che partecipano alle Olimpiadi invernali 2026 di Milano-Cortina, la Cina non solo ha messo in pista la più grande delegazione cinese a un’Olimpiade invernale all’estero, ma ha voluto anche dare l’impronta tecnologica all'avvenimento.

Il sito ufficiale di Milano-Cortina 2026 offre un indizio immediato. Il sito presenta Olympic AI, il primo modello linguistico ufficiale di grandi dimensioni impiegato a un’Olimpiade. Il sistema è basato su Qwen, un modello di base sviluppato dall’azienda tecnologica cinese Alibaba.

«Grazie alla tecnologia cloud di Alibaba e a Qwen, quelli di Milano-Cortina 2026 saranno i Giochi più intelligenti della storia, offrendo operazioni smart, maggiore coinvolgimento e nuove possibilità per il movimento olimpico», ha dichiarato la presidente del Cio, Kirsty Coventry.

Per le delegazioni che si muovono tra grandi volumi di norme su accreditamento, alloggi e logistica, le barriere linguistiche sono da tempo una sfida silenziosa.

Grazie alle capacità multilingue di Qwen in 119 lingue, Olympic AI consente a dirigenti e atleti delle varie squadre di porre domande nelle loro lingue native e ricevere risposte istantanee, agevolando preparativi e operazioni quotidiane.

All’interno del Villaggio olimpico, la postazione per lo scambio di spille alimentata dall’IA di Alibaba Cloud è diventata un punto di incontro sociale. Dotata di una piscina di palline riempita di capsule contenenti distintivi e di bracci robotici, trasforma una tradizione olimpica di lunga data in un’esperienza ludica guidata dalla tecnologia.

Gli atleti inseriscono una delle loro spille in una capsula, la rilasciano nella piscina, utilizzando gesti o comandi vocali nelle rispettive lingue per controllare un braccio robotico e recuperarne un’altra. Alimentato dal riconoscimento vocale e di gesti basato sull’IA, il sistema combina tecnologia e suspense di un’estrazione alla cieca.

Per gli spettatori di tutto il mondo, l’innovazione cinese sta anche plasmando il modo in cui lo sport viene mostrato. Le gare ad alta velocità sulla neve possono risultare difficili per le emittenti, che devono seguire gli atleti su una superficie bianca e mostrare in maniera nitida acrobazie aeree complesse.

A Milano-Cortina 2026, le emittenti stanno utilizzando un sistema sviluppato da ingegneri cinesi che produce fermo-immagine “bullet-time”. Il sistema consente ai filmati di fermarsi, ruotare attorno a un atleta in volo e riprodurre le sequenze da più angolazioni.

La tecnologia è stata impiegata in dieci sedi, coprendo oltre due terzi di tutte le competizioni, tra cui sci alpino, salto con gli sci e hockey su ghiaccio. Mentre gli atleti inseguono margini di un centesimo di secondo, questi sistemi, basati su codici e dati piuttosto che sulla forza fisica, sono diventati parte dei Giochi.

Marchi cinesi sono visibili anche a Milano e sulle Alpi. In Piazza del Duomo, a Milano, il partner olimpico globale TCL ha illuminato un albero a tema olimpico riadattato dal nord Italia e ha realizzato un parco invernale con cinque case di ghiaccio a tema continentale. All’interno, i visitatori possono vedere esposizioni tra cui televisori Led ispirati ai teatri d’opera classici.

«È possibile immergersi nel pattinaggio artistico come se si fosse seduti a bordo pista», ha dichiarato l’amministratore delegato di TCL Technology, Wang Cheng, aggiungendo che TCL ha fornito infrastrutture smart nelle sedi e nel Villaggio olimpico, dagli schermi e sistemi audio ai dispositivi di AR e VR.

«Milano-Cortina 2026 è solo l’inizio», ha affermato Wang. «L’innovazione tecnologica portata dalle aziende cinesi continuerà a immettere nuovo slancio nello sport globale».

Oltre le sedi, il Made in China è facile da individuare, dai cartellini delle mascotte ufficiali all’abbigliamento a Livigno, e dai veicoli elettrici agli smartphone, riflettendo la profondità dei legami commerciali sino-italiani.

Se la tecnologia fornisce la struttura, la cultura crea l’atmosfera. Al Villaggio olimpico, alcuni atleti che non conoscono il cinese hanno imparato a scrivere il carattere “Fu”, simbolo di buon auspicio, nella speranza che possa portare loro fortuna in gara. Altri hanno suonato piccole campane per augurarsi un felice Capodanno cinese.

Questo spirito di scambio è passato anche attraverso la China House, una delle principali piattaforme dei Giochi per la divulgazione culturale. Dall’apertura il 4 febbraio, la struttura ha attirato visitatori internazionali e residenti locali.

Una mostra sulla cultura sportiva cinese, aperta per tutta la durata dei Giochi, espone anche più di 60 manufatti provenienti dal Museo cinese dello sport. Attraverso immagini, reperti e display immersivi, ripercorre il lungo rapporto della Cina con il ghiaccio e la neve, non solo nelle competizioni, ma anche come svago e nella vita quotidiana.

Anche la moda è diventata un canale di comunicazione. Alla cerimonia di apertura, diverse delegazioni nazionali hanno sfilato indossando piumini di marchi cinesi come Anta, Li-Ning e Peak, i cui modelli hanno rapidamente guadagnato popolarità online.

Lo scambio culturale si è esteso anche nelle zone per il recupero degli atleti. La sciatrice svizzera di freestyle Mathilde Gremaud, che ha difeso con successo il suo titolo olimpico di slopestyle, si è unita a un numero crescente di atleti d’élite che sperimentano la tradizionale terapia cinese della coppettazione.

«La trovo davvero utile», ha affermato l’atleta, riecheggiando l’interesse mostrato in precedenza da atleti come Michael Phelps. «Aiuta a rilasciare rapidamente la tensione muscolare». (riproduzione riservata)


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