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Alibaba nel mirino Usa, accuse da Anthropic e dal Pentagono

La multinazionale dell'e-commerce più famosa nel mondo, accusata dal Ministero della Difesa americano di avere collegamenti con l'esercito cinese, si è difesa intentando causa presso il tribunale federale della California. E oggi è arrivata una pesante accusa mossa dall'azienda di Ai dei fratelli Amodei: avrebbe fortemente distillato da Claude, succhiandone le capacità di elaborazione


25/06/2026 12:53

di Mauro Romano - Class Editori

settimanale
Eddie Wu, ceo di Alibaba

Alibaba è salita in questi giorni al centro delle tensioni politiche e commerciali tra Cina e Usa. Dopo il suo inserimento, all'inizio della settimana, nella lista nera del Pentagono americano per supposti legami con aziende militari cinesi, il gruppo cinese ha reagito con un'azione legale  contro il Dipartimento della Difesa statunitense, chiedendo di essere tolta dalla lista nera.

Nella causa, intentata presso un tribunale federale della California, il gigante cinese dell'e-commerce accusa il Pentagono di non aver fornito «prove sostanziali» a giustificazione della sua inclusione nella cosiddetta lista 1260H. L'azienda ha descritto la decisione del Pentagono come «arbitraria e pretenziosa», indicando che non tiene conto delle «sostanziali prove contrarie» fornite dall'azienda per contrastare le accuse.

La lista 1260H è stata istituita dal Dipartimento della Difesa per ordine del Congresso, e include aziende cinesi con presunti legami con l'Esercito Popolare di Liberazione della Cina. Oltre ad Alibaba, nell'elenco sono finite anche Byd, il più grande produttore di veicoli elettrici, l'altra casa automobilistica Nio e i giganti di internet Baidu e Tencent, tra gli altri. La designazione non comporta sanzioni o divieti legali immediati, ma genera forti implicazioni commerciali, reputazionali e legali per le aziende nel mirino.

Ma oggi sulla multinazionale cinese dell'e-commerce è piovuta una nuova pesante accusa. Anthropic, l'azienda di AI dei fratelli Amodei, ha inviato una lettera alla Commissione del Senato degli Stati Uniti per le banche, l’edilizia abitativa e gli affari urbani in cui accusa la rivale cinese Alibaba di aver tentato «sfacciatamente» e «illecitamente» di estrarre le sue capacità di intelligenza artificiale.

 La lettera, indirizzata al senatore repubblicano Tim Scott e alla senatrice dem Elizabeth Warren, sostiene che Alibaba abbia condotto «il più grande attacco di distillazione noto contro Anthropic a oggi». La distillazione è un metodo di addestramento dell’intelligenza artificiale in cui un modello più piccolo e meno potente viene costruito utilizzando gli output di un modello esistente più potente.

Secondo quanto riferito da Anthropic nella lettera, visionata da Cnbc, tra il 22 aprile e il 5 giugno operatori affiliati ad Alibaba e al suo laboratorio di intelligenza artificiale avrebbero effettuato 28,8 milioni di transazioni con i suoi modelli utilizzando circa 25.000 account fraudolenti. «Riteniamo che contrastare la minaccia della distillazione illegale richieda un'azione coordinata tra governo e industria, e continueremo a collaborare con il Congresso e l'Amministrazione per mantenere la leadership americana nell'intelligenza artificiale», ha dichiarato un portavoce di Anthropic in una nota.

Il titolo di Alibaba ha accusato il colpo a Hong Kong, dove le azioni hanno perso il 4,4%, vicino ai minimi da 16 mesi. (riproduzione riservata)


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