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Industria

Export record per l'auto elettrica cinese, in testa Byd e Geely

Nel mese di luglio i maggiori costruttori del Paese hanno registrato una nuova accelerazione delle vendite all’estero, con incrementi superiori al 50% per quasi tutti i principali gruppi e una quota sempre più rilevante delle immatricolazioni realizzata fuori dai confini nazionali. Quest'anno le esportazioni potrebbero superare per la prima volta la soglia dei 10 milioni di veicoli


06/08/2026 17:50

di Andrea Boeris - Class Editori

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Stella Li, vicepresidente esecutivo di Byd

L’export si conferma il principale motore di crescita dell’industria automobilistica cinese. Nel mese di luglio i maggiori costruttori del Paese hanno registrato una nuova accelerazione delle vendite all’estero, con incrementi superiori al 50% per quasi tutti i principali gruppi e una quota sempre più rilevante delle immatricolazioni realizzata fuori dai confini nazionali. La domanda internazionale è ormai diventata uno dei pilastri della crescita dei marchi cinesi, che continuano a guadagnare terreno soprattutto grazie alle auto elettriche e ibride.

Secondo i dati diffusi dalle case automobilistiche e rilanciati dalla stampa finanziaria cinese, Byd ha esportato a luglio 180.500 veicoli elettrificati, il 123,6% in più rispetto a un anno prima. Le consegne fuori dalla Cina sono ormai il 43,1% delle vendite complessive del gruppo, che nel mese ha commercializzato 419.200 vetture. In pratica, oltre quattro auto su dieci vendute da Byd trovano oggi sbocco sui mercati internazionali.

Ancora più elevata la crescita di Geely, che ha esportato 106.700 veicoli, in aumento del 202% rispetto allo scorso anno e del 4% sul mese precedente. Anche per il gruppo di Hangzhou le vendite oltreconfine valgono ormai il 42,6% del totale.

Il primato resta però di Chery, da tempo il costruttore cinese più orientato ai mercati internazionali. Su 261.900 vetture vendute a luglio, ben 196.300 sono state destinate all’estero, pari al 75% del totale. Significa che tre auto Chery su quattro vengono ormai immatricolate fuori dalla Cina. Anche Great Wall Motor continua a dipendere in misura crescente dall'export.

A luglio ha venduto 108.100 veicoli, appena il 3,5% in più rispetto allo scorso anno, ma le esportazioni sono salite del 50,9% a 62.000 unità, arrivando a rappresentare il 57,4% delle consegne complessive. Senza il contributo dei mercati internazionali, la crescita del gruppo sarebbe risultata molto più contenuta.

Secondo gli analisti di Bank of America, il tema dominante del mese è proprio la forza dell’export, con Leapmotor, il partner cinese di Stellantis, e Nio tra i marchi che hanno registrato i tassi di crescita più elevati. L’espansione internazionale non si limita più però all’export. I costruttori cinesi stanno accelerando gli investimenti industriali direttamente nei mercati esteri.

Geely ha recentemente annunciato l’acquisizione del 34% della joint venture con Ford nello stabilimento spagnolo di Valencia, dove dal 2027 verranno prodotti due modelli elettrificati destinati all'Europa. Byd, invece, continua a rafforzare la propria presenza nel Vecchio Continente con l’avvio delle attività produttive nel nuovo stabilimento in Ungheria e un piano per installare nei prossimi dodici mesi circa 3 mila colonnine di ricarica ultrarapida in Europa.

I numeri confermano il ruolo sempre più centrale dell'export per l'intera industria automobilistica cinese. Nel primo semestre del 2026 la Cina ha esportato 5,1 milioni di veicoli (+65,3%), superando per la prima volta quota cinque milioni nei primi sei mesi dell'anno, mentre il valore delle esportazioni automobilistiche è aumentato del 48,3%.

Secondo gli operatori del settore, nel corso del 2026 le esportazioni potrebbero superare per la prima volta la soglia dei 10 milioni di veicoli, sostenute dalla crescente competitività tecnologica dei costruttori. (qui il testo dell'articolo pubblicato da milano finanza


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