Omet rafforza la scommessa sulla Cina e compie un nuovo passo nella strategia di internazionalizzazione. Il 9 settembre, a Wujiang, nel distretto industriale di Suzhou, è stato inaugurato il nuovo stabilimento, frutto di un investimento che non rappresenta soltanto un ampliamento della capacità produttiva: per la prima volta il gruppo porterà infatti in Cina la produzione di macchine da stampa flessografiche di alta gamma, affiancandola alle attività industriali già presenti nel paese.
Il nuovo impianto, situato nel Pingqian Industrial Park di Wujiang, avvia due linee parallele di produzione e assemblaggio dedicate ai cuscinetti e alle macchine da stampa. L'obiettivo è aumentare la capacità produttiva locale e, allo stesso tempo, costruire una base per una manifattura sempre più automatizzata e intelligente, applicata alle tecnologie di stampa di nuova generazione.
Alla cerimonia hanno partecipato, tra gli altri, il ceo del gruppo Antonio Bartesaghi, figlio del fondatore della Omet, il general manager a Suzhou, Fabio Valle, rappresentanti delle autorità cinesi e del Consolato generale d'Italia a Shanghai.
Il gruppo di Lecco, oggi attivo nei settori delle macchine da stampa, del tissue converting, dei sistemi di movimentazione e della cosmesi, ha incominciato a sviluppare l'attività in Cina nei primi anni Duemila. Nel 2007 è partita la produzione locale con la costituzione della società di Suzhou, destinata progressivamente a diventare non solo una base produttiva, ma anche un presidio commerciale e di assistenza per il mercato asiatico. Dal 2012 la società dispone inoltre di un Technology Center e di uno showroom per prove e dimostrazioni ai clienti.
Il salto compiuto nel 2026 riguarda soprattutto la qualità della produzione trasferita in Cina. Fino a oggi il sito di Wujiang aveva un ruolo importante soprattutto nella produzione di componenti per i sistemi di movimentazione e nelle attività commerciali e di service per le macchine da stampa e per il tissue converting. Con il nuovo stabilimento, invece, una parte della tecnologia più sofisticata del gruppo viene prodotta direttamente sul mercato cinese. È un passaggio significativo per un'impresa che ha costruito il proprio posizionamento internazionale proprio sulla specializzazione tecnologica delle proprie macchine.
La scelta risponde anche all'evoluzione del mercato. La Cina non è più soltanto una piattaforma produttiva a costi competitivi, ma un mercato di sbocco per tecnologie industriali avanzate. Omet vi ha costruito negli anni una buonarete di clienti: già diversi anni fa il gruppo indicava oltre 70 macchine installate nel Paese. Oggi la strategia punta a integrare maggiormente produzione, fornitori e domanda locale. Secondo Fabio Valle, il potenziamento dello stabilimento consentirà proprio di rafforzare l'integrazione della supply chain locale e conferma l'impegno di lungo periodo dell'azienda sul mercato cinese.
L'investimento di Wujiang racconta così anche un'evoluzione più generale del Made in Italy industriale in Asia. Non più soltanto esportare dall'Italia macchinari ad alto valore aggiunto, ma produrne una parte direttamente vicino ai clienti, mantenendo tecnologia e know-how sviluppati dal gruppo e sfruttando contemporaneamente la capacità industriale e la catena di fornitura cinese.
Alle spalle dell'operazione c'è un gruppo che ha mantenuto una forte impronta familiare pur raggiungendo dimensioni internazionali. Omet è nata il 1° febbraio 1963 nel garage dell'abitazione lecchese di Angelo Bartesaghi, dove il fondatore e un piccolo gruppo di collaboratori iniziano a progettare e costruire le prime macchine. Da quell'esperienza artigianale si è sviluppata negli anni una realtà diversificata, oggi attiva nelle macchine per la stampa di etichette e packaging, nel tissue converting, nei sistemi di movimentazione e, attraverso O-PAC, nella cosmetica.
La proprietà è rimasta nelle mani della famiglia. Fin-Omet, holding industriale che coordina le principali società, è interamente detenuta dalla famiglia Bartesaghi, che continua a guidare un gruppo con oltre 500 dipendenti e più di 150 milioni di euro di fatturato consolidato. La sola Omet Srl ha chiuso il 2025 con ricavi per 128,8 milioni di euro, in aumento del 12,6%, e un utile di circa 2,4 milioni. Si tratta di un dato da tenere distinto dal giro d'affari dell'intero gruppo, che comprende anche le altre attività controllate dalla holding familiare.
Omet dispone di filiali e presidi diretti nei principali mercati, Stati Uniti, Spagna e India. Già nel 2023 l'azienda indicava oltre 2.200 macchine installate in circa 90 Paesi di sei continenti, otto stabilimenti produttivi e quattro sedi estere. L'export rappresenta inoltre una quota determinante del business: secondo dati diffusi dall'azienda nel 2024, negli anni precedenti circa l'80% del fatturato proveniva dalle esportazioni. (riproduzione riservata)