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Shein nel mirino dell'Europa per vendite illegali e poca trasparenza

La Commissione europea ha avviato un procedimento formale contro il marketplace cinese, famoso per vendere abbigliamento e prodotti personali a prezzi molto bassi. Vuole indagare sulle sue modalità commerciali, ipotizzando diverse violazioni del Digital service act


18/02/2026 15:15

di Franco Canevesio - Class Editori

settimanale
Henna Virkkunen, commissario Ue per la Sovranità Tecnologica, la Sicurezza e la Democrazia

Tempi duri per Shein in Europa. Dopo la novità del dazio sui pacchi al di sotto dei 150 euro, ecco arrivare dall'Ue un provvedimento questa volta indirizzato propriamente al sito di e-commerce. La Commissione, infatti, ha avviato un procedimento formale contro Shein, ai sensi del Digital Services Act, per la sua progettazione che crea dipendenza, la mancanza di trasparenza dei sistemi di raccomandazione e la vendita di prodotti illegali, tra cui materiale pedopornografico.

La decisione, spiega la nota di Bruxelles, fa seguito alle analisi preliminari delle relazioni di valutazione del rischio fornite da Shein, alle risposte alle richieste formali di informazioni della Commissione e alle informazioni condivise da terze parti. La Commissione ha inviato tre richieste di informazioni a Shein il 28 giugno 2024, il 6 febbraio 2025 e il 26 novembre 2025, chiedendo maggiori informazioni sulla conformità dell'azienda al Dsa, il Digital service act, in particolare in relazione alla tutela dei consumatori e delle minoranze, e sulla trasparenza dei suoi sistemi di raccomandazione. Più specificamente, spiega la Commissione Ue nella sua nota ufficiale, l'indagine si concentrerà sui seguenti aspetti:

› i sistemi adottati da Shein per limitare la vendita di prodotti illegali nell'Unione Europea, inclusi contenuti che potrebbero costituire materiale pedopornografico, come le bambole gonfiabili con sembianze infantili;
› i rischi legati alla progettazione che crea dipendenza del servizio, inclusa l'assegnazione di punti o premi ai consumatori per l'interazione;
› i sistemi adottati da Shein per mitigare tali rischi.

Secondo la Commissione Ue, «le funzionalità che creano dipendenza potrebbero avere un impatto negativo sul benessere degli utenti e sulla tutela dei consumatori online». Altro tema caldo nel mirino delle autorità europee quello sulla trasparenza dei sistemi di raccomandazione utilizzati da Shein per proporre contenuti e prodotti agli utenti. «Ai sensi del DSA - spiega la nota di Bruxellers - Shein deve divulgare i principali parametri utilizzati nei suoi sistemi di raccomandazione e deve fornire agli utenti almeno un'opzione facilmente accessibile che non si basi sulla profilazione per ciascun sistema di raccomandazione». La Commissione avvierà ora un'indagine approfondita in via prioritaria: l'avvio di un procedimento formale non ne pregiudica l'esito, sottolinea la nota ufficiale.

A puntare il dito contro il sito di e-commerce cinese sarà anche il Coordinatore dei Servizi Digitali per l'Irlanda, associato all'indagine della Commissione in qualità di Coordinatore nazionale dei Servizi Digitali nel paese di stabilimento di Shein nell'Ue. Questo anche perché i servizi di marketplace di Shein, come riporta il sito dell'e-commerce cinese, sono forniti da Infinite Styles Services, Co. Ltd con sede legale al Victoria Buildings di Haddington Road, a Dublino, in Irlanda.

I prossimi passi, dopo l'avvio formale del procedimento, contemplano che la Commissione continui a raccogliere prove, ad esempio inviando ulteriori richieste di informazioni a Shein o a terzi o conducendo azioni di monitoraggio o colloqui. «L'avvio di un procedimento formale - aggiunge il comunicato di Bruxelles - autorizza la Commissione ad adottare ulteriori misure di esecuzione, tra cui misure provvisorie o l'adozione di una decisione di non conformità». La Commissione è, inoltre, «autorizzata ad accettare gli impegni assunti da Shein per porre rimedio alle questioni oggetto del procedimento».

Secondo Henna Virkkunen, commissario Ue per la Sovranità Tecnologica, la Sicurezza e la Democrazia, «nell'Ue, i prodotti illegali sono vietati, sia che si trovino sugli scaffali di un negozio fisico che su un mercato online. Il Digital Services Act garantisce la sicurezza degli acquirenti, tutela il loro benessere e fornisce loro informazioni sugli algoritmi con cui interagiscono. Valuteremo se Shein sta rispettando queste regole e le sue responsabilità».

Da parte sua Shein ha fatto sapere di «prendere con la massima serietà gli obblighi previsti dal Digital Services Act e di avere sempre collaborato in modo trasparente con la Commissione Europea, approccio che continueremo a mantenere anche nel contesto di questo procedimento. Negli ultimi mesi abbiamo rafforzato ulteriormente il nostro impegno sul fronte della compliance, investendo in modo significativo in nuove misure a supporto del DSA.

Tra queste figurano valutazioni strutturate dei rischi del sistema e delle relative misure di prevenzione e contenimento, tutele aggiuntive dedicate agli utenti più giovani e un costante lavoro sulla progettazione dei nostri servizi per garantire un'esperienza online sempre più sicura e affidabile. In seguito alle criticità emerse lo scorso anno - aggiunge il portavoce di Shein- e contestualmente al potenziamento dei sistemi di rilevazione, abbiamo accelerato l'introduzione di ulteriori misure di tutela per i prodotti soggetti a limiti di età». (riproduzione riservata)


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