Una pesantissima multa, 550 milioni di euro, è stata inflitta dalla Commissione Europea ad AliExpress, azienda cinese di servizi digitali parte del gruppo Alibaba, per aver violato gli obblighi previsti dalla legge sui servizi digitali (DSA) di valutare e mitigare diligentemente i rischi relativi alla vendita di prodotti illegali, non sicuri o contraffatti sulla sua piattaforma di commercio elettronico.
Al termine di una lunga istruttoria avviata nel mese di marzo del 2014, e dopo i provvedimenti adottati da AliExpress per ottemperare alle richieste della Commissione, Bruxelles ha ritenuto che siano rimasti inalterati i rischi di diffusione di prodotti illegali, non sicuri o contraffatti.
AliExpress è un enorme marketplace globale di proprietà del colosso cinese Alibaba. Nato per connettere piccole e medie imprese direttamente con i consumatori di tutto il mondo, offre milioni di articoli a prezzi estremamente competitivi, che spaziano dall'elettronica all'abbigliamento, fino agli articoli per la casa.
La risposta cinese non si è fatta attendere. Oggi il ministero cinese del Commercio ha espresso forte insoddisfazione e seria preoccupazione per la decisione della Commissione europea di infliggere ad AliExpress la multa e ha accusato la Commissione di creare barriere digitali con il pretesto della regolamentazione delle piattaforme e di adottare misure discriminatorie per limitare e ostacolare le normali attività delle aziende cinesi di e-commerce in Europa.
Il portavoce del Ministero ha aggiunto che la Cina sosterrà fermamente le aziende cinesi nella tutela dei propri diritti attraverso vie legali e adotterà misure concrete per proteggere i loro legittimi interessi.
Le contestazioni della Commissione riguardano in particolare le carenze del sistema di AliExpress per rilevare i prodotti illegali. "Molti prodotti illegali, dai prodotti contraffatti ai giocattoli non sicuri e ai cosmetici pericolosi, sono circolati sulla piattaforma e, anche se rilevati, sono rimasti online per più settimane" è specificato nel comunicato di Bruxelles.
AliExpress non avrebbe, inoltre, applicato correttamente la sua politica di sanzioni per i commercianti che vendono prodotti illegali. La politica sanzionatoria non è stata adeguatamente attuata e i negozi che vendono prodotti illegali sono stati in grado di rimanere attivi su AliExpress, nonostante fossero penalizzati.
E ancora, secondo la Commisione europea, i controlli di conformità dei prodotti di AliExpress potrebbero essere facilmente aggirati attraverso una classificazione errata dei prodotti. AliExpress avrebbe assegnato personale insufficiente per verificare se i prodotti sono classificati correttamente e i controlli messi in atto non sono riusciti a individuare i prodotti classificati in modo errato prima della pubblicazione. Pertanto, i commercianti malintenzionati hanno intenzionalmente inserito i prodotti nella categoria sbagliata per beneficiare di requisiti più flessibili, consentendo ai prodotti non conformi di circolare liberamente sulla piattaforma.
Come richiesto dalla legge sui servizi digitali, AliExpress ha ora tempo fino al 20 ottobre 2026 per presentare un piano d'azione alla Commissione. Il piano deve stabilire misure per porre rimedio alla violazione dei suoi obblighi di valutare e attenuare i rischi sistemici. Il comitato europeo per i servizi digitali disporrà di un mese dal ricevimento del piano per emettere il suo parere. La Commissione disporrà quindi di un altro mese per adottare la decisione finale e fissare un termine ragionevole per l'attuazione. (riproduzione riservata)