Stellantis valuta accordi con alcuni costruttori cinesi per rafforzare le proprie attività in Europa, alle prese con sovracapacità produttiva, concorrenza crescente e i costi della transizione all'elettrico. Secondo fonti vicine al dossier citate da Bloomberg, i colloqui avrebbero coinvolto gruppi come Xiaomi e XPeng e riguarderebbero possibili investimenti nelle attività europee del gruppo guidato da Antonio Filosa.
Tra le opzioni discusse ci sarebbe anche la possibilità per i partner cinesi di acquisire quote di marchi del gruppo, tra cui Maserati, o di ottenere accesso alla capacità produttiva degli stabilimenti europei. Le trattative sono ancora preliminari e non è certo che portino a un accordo, ma dimostrano come la società sia in cerca di nuove soluzioni industriali per stabilizzare il business europeo. Il gruppo di Filosa ha avviato contatti con diverse realtà globali come parte delle normali attività di dialogo con l'industria automobilistica, ha fatto sapere Stellantis, precisando di non commentare indiscrezioni di mercato.
Un rafforzamento dei rapporti con i costruttori cinesi, anche se c'è già la solida alleanza con Leapmotor a svolgere questa funzione, potrebbe offrire a Stellantis un accesso più rapido a tecnologie avanzate per veicoli elettrici e software, ambiti in cui molte case europee e americane sono rimaste indietro rispetto ai rivali cinesi. Per i produttori cinesi la collaborazione sarebbe invece un modo per accelerare l'ingresso nel mercato europeo, uno sbocco commerciale strategico in un contesto di forte guerra dei prezzi sul mercato domestico.
Queste trattative, secondo Bloomberg, mettono in luce anche la crescente divergenza tra le attività europee e quelle nordamericane del gruppo. Negli Usa Stellantis ha avviato investimenti per circa 13 miliardi di dollari per rinnovare la gamma e sostenere marchi come Jeep e Ram, mentre in Europa il gruppo affronta un contesto più competitivo e margini più ridotti. Secondo le fonti, il management vede maggiori prospettive di rendimento negli States e sarebbe più cauto nel destinare nuovi capitali al mercato europeo, caratterizzato da una forte presenza di rivali come Volkswagen, Renault e dal rapido avanzare dei costruttori cinesi guidati da Byd.
Alcune delle discussioni avrebbero toccato anche la possibilità di una maggiore separazione operativa tra le attività europee e quelle americane del gruppo, anche se Stellantis smentisce in modo netto l'ipotesi di uno scorporo societario. sta cercando di stabilizzare il business dopo un periodo turbolento, mentre sui vari mercati il passaggio all'elettrico procede più lentamente rispetto alle attese iniziali. E queste riflessioni arrivano dopo l'annuncio di svalutazioni e oneri straordinari per 22,2 miliardi di euro, legati in gran parte alla revisione dei piani sull'elettrico, e l'emissione di bond ibridi perpetui per 5 miliardi.
Parallelamente Stellantis sta valutando un rafforzamento della collaborazione con il partner cinese Leapmotor, con cui sono allo studio progetti comuni su tecnologie elettriche e software per veicoli elettrici a prezzi accessibili destinati al mercato europeo. Il gruppo fornirà i dettagli sulle proprie strategie il 21 maggio durante l'investor day a Detroit. (qui il testo dell'articolo pubblicato oggi da milanofinanza)