La produzione e le vendite di veicoli a nuova energia (NEV) della Cina hanno registrato in aprile una crescita del 5,5% su base annua, raggiungendo 1,32 milioni di unità, mentre le vendite sono cresciute del 9,7%, attestandosi a 1,34 milioni di unità, secondo la China Association of Automobile Manufacturers (CAAM).
Ad aprile, i veicoli a nuova energia hanno rappresentato il 53,2% delle vendite complessive di auto nuove, mentre nei primi quattro mesi dell’anno, la produzione e le vendite di auto in Cina hanno raggiunto rispettivamente 9,61 e 9,57 milioni di unità. Nello stesso periodo, produzione e vendite di veicoli a nuova energia si sono attestate rispettivamente a 4,29 e 4,3 milioni di unità.
Tra gennaio e aprile, le esportazioni cinesi di veicoli sono aumentate del 61,5% su base annua, raggiungendo 3,13 milioni di unità, mentre quelle di veicoli a nuova energia sono cresciute del 120%, fino a 1,38 milioni di unità.
Chen Shihua, vice segretario generale della CAAM, ha affermato che, sebbene ad aprile produzione e vendite di auto siano leggermente diminuite su base annua, il calo cumulativo registrato nei primi quattro mesi dell’anno si è ulteriormente ridotto.
Secondo Chen, le recenti misure politiche hanno inviato segnali positivi e contribuiranno a stimolare la domanda interna di auto, consolidando i vantaggi nel commercio estero e favorendo un funzionamento stabile e uno sviluppo di alta qualità del settore.
Alla fine di marzo, secondo dati di CarnewsChina, Byd risultava il brand più venduto con 166 mila unità, in forte crescita sul mese precedente, ma una perdita del 38% su base annua., seguito da Toyota con 126 mila unità vendute, anch'esso in crescita su febbraio, ma con un calo dell'8% su base annua. Vw occupava la terza posizione a ridosso di Toyota, con 125mila e un calo del 22% sull'anno precdente, con Geely in quarta posizione e la metà di auto vendute, 66 mila auto, in calo del 24% sull'anno.
Intanto in tema di auto a guida autonoma, uno studio di Boston Consulting ha reso noto che entro il 2035, si prevede una flotta di circa 850.000 roboitaxi in Cina, dove l'ingresso in una nuova città richiede oggi investimenti compresi tra 15 e 30 milioni di dollari e fino a due anni per completare autorizzazioni, infrastrutture e attività preparatorie. Secondo lo stesso report nel lungo periodo, i robotaxi potranno sostituire tra il 55% e l'85% delle corse oggi effettuate da taxi e servizi di ride-hailing nelle grandi città, con costi minori. Allo stesso tempo, continueranno a integrarsi con il trasporto pubblico e la mobilità privata, contribuendo in particolare ai collegamenti di primo e ultimo miglio. (riproduzione riservata)