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Politica

Accelera l'export italiano in Cina con farmaceutica e tecnologia

I dati di aprile e maggio confermano e migliorano il buon andamento del primo trimestre, dovuto soprattutto all'export di medicinali e prodotti farmaceutici che è triplicato. Male invece i macchinari in calo del 20%, anche l'abbigliamento va in negativo ma di poco


16/07/2026 13:20

di Pier Paolo Albricci - Class Editori

settimanale
Matteo Zoppas, presidente di Ice

La Cina torna a essere uno dei principali motori della crescita del Made in Italy. Nei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni italiane verso il mercato cinese hanno infatti registrato un andamento decisamente più vivace rispetto alla media dell'export nazionale, segnale di una domanda che continua a premiare le produzioni italiane ad alto valore aggiunto nonostante un contesto internazionale caratterizzato da tensioni commerciali, rallentamento della crescita globale e crescente concorrenza asiatica.

I dati evidenziano una progressiva accelerazione. Dopo il +14% registrato a gennaio rispetto allo stesso mese del 2025 e un rallentamento in febbraio,  l'export verso la Cina è cresciuto del 23,5% a marzo, a fronte di un incremento medio delle esportazioni italiane del 7,4%. Ad aprile il divario si è ampliato ulteriormente: +36,2% verso il mercato cinese contro una crescita complessiva dell'11,3%. Anche a maggio il ritmo è rimasto sostenuto, con un +24,2%, quasi sei volte superiore al +4,1% registrato dall'export italiano nel suo complesso.

Dai dati Ice relativi ai primi tre mesi dell'anno emerge che a fare soprattutto la differenza con il 2025 è stato l'export di prodotti farmaceutici e medicinali che ha avuto un incremento del 189%, passando da 228 milioni di euro a 661 milioni, e di apparecchiature per motori elettrici con un incremento del 145%, mentre i macchinari, sia speciali che di impiego generale sono calati di quasi il 20%, come pure l'abbigliamento ma in calo più contenuto.

Secondo il presidente dell'ICE, Matteo Zoppas, i dati confermano la capacità del sistema produttivo italiano di consolidare la propria presenza sui mercati internazionali nonostante un quadro geopolitico complesso. Commentando i risultati dei primi mesi dell'anno, Zoppas ha sottolineato come il Made in Italy continui a dimostrare una significativa resilienza, sostenuto dalla qualità dell'offerta e dalla crescente diversificazione geografica delle esportazioni. 

Lo stesso presidente dell'ICE invita però a guardare oltre i risultati congiunturali. La Cina rappresenta infatti un mercato dalle grandi opportunità ma anche sempre più competitivo. L'evoluzione dell'industria cinese verso produzioni a maggiore valore aggiunto – sostenuta da consistenti investimenti in innovazione, tecnologie avanzate e manifattura – rende necessario per le imprese italiane continuare a differenziarsi attraverso ricerca, qualità, design e specializzazione.

Il bilancio dei primi cinque mesi del 2026 appare comunque particolarmente positivo. Se il trend dovesse consolidarsi nella seconda parte dell'anno, la Cina potrebbe tornare a essere uno dei principali contributori alla crescita dell'export italiano extraeuropeo, rafforzando il ruolo del Paese come mercato strategico per le filiere della meccanica, della farmaceutica e dei beni di alta gamma. (riproduzione riservata)


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