Luci ed ombre della Cina attuale e le connessioni geopolitiche, economiche e culturali con Europa e Stati Uniti sono stati i binari del dibattito su “Cina in trasformazione“ organizzato a Milano dalla Fondazione Italia-Cina, per celebrare la rivista Mondo Cinese.
Ettore Sequi, diplomatico di lungo corso con esperienza di Ambasciatore a Pechino, ha offerto una lettura dell’Europa con una visione profonda ma non ampia, degli Stati Uniti con una visione ampia ma non profonda e della Cina lunga, ampia e profonda.
Sequi ha portato l’esempio di kissingeriana memoria dei diversi giochi che interpretano la postura dei protagonisti: il poker dove non si conoscono le carte, gli scacchi dove le pedine sono tutte presenti e determinano la vittoria o la sconfitta e il weiqi o go che tende al progresso strategico mediante l’accerchiamento; la Cina rappresenta una visione lunga di un Paese responsabile.
Ne derivano sia la rapida evoluzione della Cina con l’iperbole attuale dell’innovazione tecnologica attraverso l’AI e la robotica sia la posizione americana e soprattutto europea in questo ultimo periodo dove l’atlante geopolitico si è completamente modificato.
Dei punti di forza e di debolezza della trasformazione se ne è fatta carico Francesca Spigarelli dell’Università di Macerata che ha introdotto il concetto di antinvoluzione cioè di un’azione che ponga fine alle riduzioni aggressive dei prezzi che alimentano una concorrenza acerrima nel mercato cinese. Per questa ragione la tendenza governativa è quella regolatoria sia per quanto concerne la capacità produttiva (settore EV e fotovoltaico) sia la competizione tra imprese in province diverse con regole certe e unificate per i pagamenti di filiera relativi a sconti e sottoprezzi.
Spigarelli ha anche affrontato il tema dei consumi che devono tenere conto della fascia della Silver economy con 300 milioni di persone oltre i 60 anni. La sicurezza sociale e i sistemi di cura sono le sfide per il futuro tenendo conto dell’età pensionabile che dovrà essere posticipata progressivamente anche in relazione ad un aggiornamento dei relativi skills professionali. Queste sono le sfide per il futuro insieme al completamento dell’accesso al welfare per gli altri 300 milioni di migranti: lo svincolo dalle vecchie regole dell’hukou (huji o household register) è un passo improcastinabile.
Nell’ambito della visione globale Giovanni Tria, già ministro del'economia, ha descritto una nuova convergenza tra economia e demografia rimarcando che la Cina conta il 17% della popolazione mondiale ed ha una quota di manufatturiero del 30% che può arrivare al 40% tenendo presente altri fattori mentre l’Italia con una popolazione inferiore allo 0,85 del totale mondo mantiene una manifattura intorno al 2%. Le perdite vanno considerate in una comparazione relativa ma non in quella assoluta. Prova ne sia che i deficit o i surplus vanno letti non tanto in modo bilaterale ma in senso complessivo.La UE ha un deficit verso la Cina ma un surplus ad ovest verso gli Stati Uniti.
Sul filo dei rapporti tra i blocchi geopolitici Giuliano Noci, prorettore del Politecnico di Milano ha declinato il concetto di coopetizione cioè di competizione e di cooperazione allo stesso tempo che segue quanto aveva elaborato David McAlister con la teoria delle 3C : cooperare quando possibile, competere quando serve e confrontarsi quando necessario.
Roberto Pagani, professore di Tecnologia dell’Architettura al Politecnico di Torino con precedente esperienza in Cina, ha rilevato che in Italia possediamo l’1,2% del mondo e il 4% delle pubblicazioni globali. Manca la trasformazione nello sviluppo industriale. In Italia abbiamo 269 incubatori ma solo a Shanghai ne sono presenti 474. Questi dati fanno riflettere sulla capacità e disponibilità di spesa per investimenti e di quanti risultati che non trovano la strada per un degno sviluppo.
Il rappresentante Liu Chen Hu, capo di ICBC Milano ha ricordato la disponibilità della banca cinese per investimenti in Cina ed il supporto a società italiane in Cina confermando le relazioni costanti tra i due Paesi, tema che si lega al concetto espresso dall’Ambasciatore in Cina Massimo Ambrosetti a favore di un progresso incrementale cioè al potenziale delle aziende italiane in settori avanzati come l’applicazione della IA nel design, nel campo della salute, nei macchinari diagnostici (un esempio recente citato è stato un intervento chirurgico in un ospedale cinese con l’ospedale Maria Elena di Roma), nella gestione del patrimonio ambientale e culturale.
E proprio in un’ottica culturale è stato l’intervento di Luca Lisandroni, ceo di Brunello Cucinelli che ha offerto un paradigma poetico-imprenditoriale dell’esperienza in Cina dell'azienda sia dal punto di vista produttivo con la tosatura e la raccolta del cashmere sia da quello commerciale.
Il film proiettato a chiusura dell’evento 'La lunga marcia oggi' del regista sinologo Sergio Basso ha immerso attraverso un viaggio nella Cina contemporanea e marginale tratteggiata da una vena di pessimismo ma sempre ricordando che “Domani sarà migliore di oggi”. (riproduzione riservata)
* corrispondente da Shanghai, dove vive e lavora da 30 anni