L'export italiano verso la Cina continua a crescere a ritmi sostenuti. Lo scorso settembre le esportazioni italiane sul mercato cinese hanno registrato un incremento del 31,4% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, secondo gli ultimi dati Istat sul commercio estero extra Ue. Un risultato nettamente superiore alla crescita complessiva delle vendite italiane verso i mercati extraeuropei, pari al 5,4%, che conferma il recupero della domanda cinese di prodotti del Made in Italy.
Dai dati Ice dei primi sette mesi emerge che sono state soprattutto le esportazioni di medicinali e preparati farmaceutici a segnare la differenza: da 600 milioni del 225 sono passate a poco più di 2 miliardi di euro quest'anno, mentre le altre principali categorie merceologiche, macchinari e abbigliamento, sono rimaste sostanzialmente stabili. Un'eccezione è l'export di vino che nel primo semestre è cresciuto del 19,8% in valore, secondo l’Unione italiana vini su dati Istat, in decisa controtendenza con il mercato cinese, dove le importazioni sono calate, nel semestre, dell'11% in volume (con un +0,8% in valore).
L'accelerazione di settembre consolida una tendenza emersa già nella prima metà dell'anno. Dopo il +23,5% di marzo, le esportazioni italiane verso la Cina erano aumentate del 36% ad aprile, del 24,1% a maggio e del 19,1% a giugno. Anche agosto aveva registrato un incremento superiore al 30%, delineando una sequenza di risultati positivi che va oltre il semplice rimbalzo di un singolo mese.
La conferma arriva dalle statistiche delle Dogane cinesi, che permettono di valutare l'andamento cumulato dell'interscambio. Tra gennaio e settembre 2026, le importazioni della Cina dall'Italia hanno raggiunto 21,35 miliardi di dollari, con un incremento del 17,2% rispetto allo stesso periodo del 2025. Un dato particolarmente significativo se confrontato con quello della Germania, primo partner commerciale europeo di Pechino, le cui esportazioni verso la Cina, misurate dalle importazioni doganali cinesi, sono invece diminuite dello 0,3%, attestandosi a 68,86 miliardi di dollari.
Il confronto evidenzia una dinamica decisamente più favorevole per l'Italia, anche se i valori assoluti dell'export tedesco restano oltre tre volte superiori. La performance italiana risulta inoltre migliore di quella francese, che registra un incremento del 18,3% delle vendite alla Cina, leggermente superiore a quello italiano. Nel complesso, le importazioni cinesi dall'Unione europea sono cresciute del 5,5%.
La ripresa delle esportazioni italiane non elimina tuttavia il persistente squilibrio commerciale nei rapporti con Pechino. Secondo le Dogane cinesi, nei primi nove mesi del 2026 le esportazioni della Cina verso l'Italia hanno raggiunto 44,10 miliardi di dollari, in aumento del 17,5%. L'interscambio bilaterale è salito così a 65,45 miliardi, con una crescita complessiva del 17,4%, mentre il deficit commerciale italiano ha raggiunto 22,75 miliardi di dollari.
Il mercato cinese continua dunque a rappresentare contemporaneamente un'importante opportunità di crescita e una fonte di forte pressione competitiva per il sistema produttivo italiano. La ripresa della domanda di prodotti italiani appare tanto più significativa in un contesto segnato dalla debolezza dei consumi cinesi, dalla crisi immobiliare e dal rafforzamento dell'industria locale.
Il dato di settembre e il bilancio dei primi nove mesi indicano che il Made in Italy sta recuperando terreno in Cina più rapidamente di alcuni dei suoi principali concorrenti europei. La sfida sarà ora consolidare questa crescita e trasformarla in un riequilibrio più duraturo degli scambi commerciali. (riproduzione riservata)