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Azienda Agricoltura

Bolton Food (Riomare) sbarca a Singapore con un centro ricerca

Nella città-stato il gruppo della famiglia Nissim, tra i maggiori produttori mondiali di tonno in scatola, farà ricerca per contribuire ad affrontare alcune delle principali sfide che interessano oggi i sistemi alimentari e migliorare gli ecosistemi marini. Nel 2024 la società ha realizzato 3,5 miliardi di fatturato


19/01/2026 18:39

di Franco Canevesio - Class Editori

settimanale
Marina Nissim, presidente di Bolton Group

Bolton food, divisione alimentare di Bolton Group, multinazionale italiana nota per marchi iconici come Rio Mare (tonno), Simmenthal (carne in scatola) e Cuca (conserve), ha inaugurato il Bolton food research & innovation center a Singapore. Si tratta, sottolinea l'azienda, di “una tappa fondamentale nel percorso di lungo periodo dell’azienda volto a generare cambiamento positivo e sviluppo sostenibile nel settore ittico”. Riomare, brand leader del gruppo, è uno dei maggiori produttori mondiali di tonno in scatola

Il centro è strategicamente localizzato a Singapore perchè la città-stato è un hub globale dell’innovazione, grazie alla disponibilità di infrastrutture avanzate per la ricerca e sviluppo, al forte supporto istituzionale e all’accesso a un bacino di talenti altamente qualificati. Realizzato on il supporto di Enterprise Singapore (ESG), il Research & innovation center rappresenta un “investimento strategico nell’innovazione scientifica” della società: ha, infatti, l’obiettivo di “contribuire ad affrontare alcune delle principali sfide che interessano oggi i sistemi alimentari e di sviluppare progetti di ricerca orientati a migliorare la sostenibilità, l’efficienza e la resilienza dell’intera filiera seafood”.

«Singapore è un luogo in cui scienza, conoscenza e visione convergono, sostenute da solide partnership scientifiche e istituzionali, per sviluppare soluzioni concrete e promuovere un cambiamento significativo nel settore», ha spiegato il ceo Luca Alemanno, «potenziando la nostra capacità di comprendere, ottimizzare e migliorare continuamente le modalità di produzione e consumo del seafood, puntiamo a creare valore lungo l’intera catena del valore, tutelando la salute delle persone, gli ecosistemi marini e contribuendo a sistemi alimentari più resilienti».

Costituito come ente non profit e permanente, il Center è dedicato alla promozione di un’innovazione fondata sulla scienza, a beneficio dell’industria seafood: collaborerà attivamente con università e istituti di ricerca a Singapore, con l’ambizione di generare un impatto duraturo su sfide globali quali la malnutrizione e la sicurezza alimentare, l’ottimizzazione delle risorse e la conservazione degli ecosistemi marini.

Inizialmente, le attività di ricerca del Centro si concentreranno su tre aree principali: valorizzazione della risorsa pesce (Fish-Value Valorization) massimizzando l’utilizzo delle risorse attraverso attività di ricerca avanzata «finalizzate a migliorare efficienza delle rese e a trasformare sottoprodotti e scarti della lavorazione ittica in derivati ad alto valore aggiunto. Secondo obiettivo è ricerca sulla relazione tra consumo di prodotti ittici e salute umana, tramite il rafforzamento delle evidenze scientifiche sul ruolo del seafood nella nutrizione sostenibile, nel mantenimento della salute e in diete equilibrate, con particolare attenzione alle popolazioni più vulnerabili. Terzo target è la ricerca per la riduzione della plastica tramite “sviluppo di soluzioni volte a ridurre l’uso della plastica e a contribuire alla lotta contro l’inquinamento marino da plastica».

Bolton Food realizza nel settore seafood il 70 del fatturato con una presenza globale (in 150 mercati del mondo) completamente integrata lungo l’intera catena del valore, dalla pesca al prodotto finito. L'impresa familiare italiana di beni di largo consumo guidata dalla presidente Marina Nissim, con 60 marchi in distribuzione, ha chiuso il 2024 con un fatturato di 3,5 miliardi di euro, in crescita dell'8,1% rispetto all’anno precedente e un utile netto a 207 milioni di euro, ben oltre 174 milioni del 2023 e raddoppiando il risultato del 2022. Nella regione asiatica realizza circa il 10% del fatturato totalecon una presenza in crescita anche in Cina. (riproduzione riservata)


 


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