Ai sottoscrittori dell'offerta pubblica iniziale di SpaceX è stato chiesto di non accettare ordini da investitori di Hong Kong e Cina, a causa delle restrizioni statunitensi sull'esportazione di tecnologie critiche. È quanto appreso da Bloomberg da fonti informate sui fatti.
La richiesta è stata presentata dalle banche capofila dell'operazione, Goldman Sachs e Morgan Stanley, che avrebbero intimato alle altre banche intermediarie dell'Ipo di non consentire ai clienti di Hong Kong e Cina, compresi i clienti di private banking, di effettuare ordini per l'offerta a causa di rischi normativi e di conformità.
Secondo alcune fonti, alle banche è stato comunicato che la decisione era dettata da direttive interne relative alle normative statunitensi sul traffico internazionale di armi (International Traffic in Arms Regulations), che regolano l'esportazione di tecnologie critiche e dati tecnici legati alla difesa.
Questa mattina, secondo le verifiche di Bloomberg, il sito web di SpaceX era inaccessibile da Hong Kong e Shanghai, e i tentativi di accesso si concludevano con un messaggio di errore che indicava che la società aveva bloccato l'accesso dagli indirizzi Internet provenienti dalle due località.
Le ragioni dietro all'esclusione dall'Ipo sono da ritrovare nelle tensioni degli ultimi anni tra Washington e Pechino relative all'export di tecnologie critiche di produzione americana. Le aziende che partecipano a gare d'appalto governative o che operano in settori sensibili spesso cercano di mantenere la propria base azionaria al riparo da investitori che potrebbero innescare indagini da parte delle autorità statunitensi per motivi di sicurezza nazionale. In particolare, il quadro regolamentare statunitense mira a limitare le capacità di sviluppo militare e di intelligenza artificiale di Pechino.
SpaceX punta a vendere sul mercato telematico americano Nasdaq ben 555,6 milioni di azioni al prezzo di 135 dollari ciascuna con un'offerta da record, 75 miliardi di dollari. L'obiettivo dell’azienda di missili e comunicazioni satellitari di Elon Musk è una valutazione di 1.750 miliardi di dollari.
Sulla base di questa valutazione e ricavi pari a 18,67 miliardi di dollari nel 2025, SpaceX verrebbe scambiata a un multiplo prezzo/ricavi di 93,7 volte (non può essere valutata sulla base del rapporto prezzo/utili perché ha registrato una perdita di 4,94 miliardi nel 2025), meno della società spaziale Rocket Lab (multiplo di 118 volte), ma più della società di analisi dati Palantir Technologies (81 volte) e della stessa Tesla di Musk (17 volte).
La valutazione record dell'azienda si basa sul fatto che SpaceX non ha concorrenti diretti e domina tecnologie e mercati che ancora non esistono, dalle missioni su Marte ai data center di intelligenza artificiale nello spazio, il che rende la sua valutazione soggetta a interpretazioni. Ad esempio Morningstar ha attribuito a SpaceX un valore di soli 780 miliardi. Gran parte deriva da Starlink, l'attività di comunicazioni satellitari che lo scorso anno ha generato la maggior parte dei ricavi, dei profitti e della crescita.
L’arrivo di SpaceX sul mercato è una delle quotazioni più osservate dagli investitori che stanno monitorando anche altre potenziali offerte da parte di importanti società tecnologiche come i rivali dell'intelligenza artificiale OpenAI e Anthropic. (riproduzione riservata)