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I chip di Nvidia di nuovo in Cina, primo risultato del vertice

A seguito degli accordi tra i presidenti Trump e Xi Jinping, gli Stati Uniti avrebbero infatti all'azienda di esportare i suoi chip H200 a 10 aziende cinesi, tra cui Alibaba, Tencent, ByteDance, JD.com, Lenovo e Foxconn, rientrando in un mercato con un potenziale da 50 miliardi di dollari


14/05/2026 11:31

di Valentina Simonella - Class Editori

settimanale
Janson Huang, presidente e ceo di Nvidia

Il presidente cinese, Xi Jinping, si è impegnato ad aprire ulteriormente le porte del Paese alle imprese statunitensi nel incontro con gli amministratori delegati che hanno accompagnato il presidente Usa, Donald Trump, nella sua visita di Stato in Cina.

«Le porte dell'apertura della Cina si spalancheranno sempre di più e la Cina accoglie con favore il rafforzamento della cooperazione reciprocamente vantaggiosa con gli Stati Uniti», ha affermato Xi, aggiungendo che «le aziende statunitensi avranno prospettive ancora più ampie in Cina». Con queste dichiarazioni, il leader cinese ha di fatto accolto l'invito avanzato da Trump sui suoi social prima di atterrare a Pechino ad "aprire la Cina" affinché i più grandi manager statunitensi potessero "fare la loro magia" anche nel Paese asiatico.

Un primo risultato del vertice, sul fronte aziendale, riguarda Nvidia. Secondo quanto appreso da Reuters, gli Stati Uniti avrebbero infatti concesso all'azienda di esportare i suoi chip H200 a 10 aziende cinesi, tra cui Alibaba, Tencent, ByteDance, JD.com, Lenovo e Foxconn.

Questo risultato è rilevante perché Nvidia ha pagato enormemente la stretta statunitense sulle esportazioni di tecnologie avanzate di produzione americana alla Cina, una decisione che era stata motivata dal dipartimento del Commercio Usa con preoccupazioni relative alla sicurezza nazionale per il loro presunto utilizzo da parte degli apparati militari cinesi. Il risultato è stato che Nvidia, che un tempo controllava circa il 95% del mercato cinese dei chip avanzati, ha visto crollare la sua quota nel Paese con perdite stimate a 5,5 miliardi di dollari tra oneri e mancate entrate. Recentemente Huang ha dichiarato che per Nvidia la Cina rappresenta un mercato potenziale da 50 miliardi di dollari.

La decisione è ancora più rilevante considerando che il ceo di Nvidia, Jensen Huang, sarebbe l'unico top manager che sarebbe stato invitato in Cina da Trump solo all'ultimo minuto, solo dopo che la stampa di tutto il mondo aveva scritto di una sua esclusione a causa di quelle che erano considerate scarse possibilità di un allentamento della posizione statunitense sull'export di tecnologie americane avanzate.

Un secondo risultato del vertice Usa-Cina è il rinnovo per 5 anni delle licenze di importazione per centinaia di stabilimenti di lavorazione della carne bovina statunitensi.

 

Nel suo discorso di apertura a Pechino, Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti hanno chiesto di partecipare al vertice «ai 30 migliori manager al mondo. Ognuno di loro ha risposto di sì, e non volevo il secondo o il terzo in azienda. Volevo solo i migliori. E sono qui oggi per rendere omaggio a lei e alla Cina, e non vedono l'ora di commerciare e fare affari, e sarà una cosa totalmente reciproca da parte nostra».

La delegazione di manager invitati in Cina comprende: Jensen Huang (Nvidia); Elon Musk (Tesla/SpaceX); Tim Cook (Apple); Larry Culp (GE Aerospace); Larry Fink, (BlackRock); Steve Schwarzman (Blackstone); Kelly Ortberg (Boeing); Brian Sikes (Cargill); Jane Fraser (Citigroup); David Solomon (Goldman Sachs); Sanjay Mehrotra (Micron Technology); Cristiano Amon (Qualcomm); Chuck Robbins (Cisco); Jim Anderson (Coherent); Jacob Thaysen (Illumina); Dina Powell McCormick (Meta); Michael Miebach (Mastercard) e Ryan McInerney (Visa).

Poco dopo l'incontro tra i due presidenti, i ceo della maggiori imprese americane sono stati ricevuti da premier cinese Li Qiang  li ha esortatia contribuire a mantenere uno "sviluppo sano" delle relazioni tra le due maggiori economie mondiali.

«Guardando al futuro, la Cina e gli Stati Uniti sono pienamente in grado di, e dovrebbero, continuare a essere amici e partner, raggiungendo il successo reciproco e la prosperità condivisa», ha dichiarato Li, aggiungendo che «lo sviluppo sano delle relazioni tra Cina e Stati Uniti richiede che entrambi i nostri governi si avvicinino l'uno all'altro, e richiede anche gli sforzi congiunti di tutti i settori della società per promuoverlo».



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