Dopo il successo a Pitti Uomo la parmense Caruso cambia assetto societario: esce la proprietà cinese ma l’azienda fondata nel 1964 dal sarto napoletano Raffaele Caruso che si trasferì a Parma non torna completamente italiana.
Lanvin Group che ha sede a Shanghai (ex Fosun Fashion Group) quotato in Borsa a New York ha ceduto la fabbrica di Parma acquisita nel 2017, che da lavoro a 450 dipendenti, ben conosciuta nel mondo del menswear, a MondeVita Italy, veicolo di investimento dedicato a lifestyle e lusso del Gruppo Mondevo, società di investimento internazionale con sede ad Abu Dhabi fondata da Hussam Otaibi, che ne è presidente, e Fabio Brambilla, ceo e ora anche chairman di Caruso.
La grande sartoria industrializzata ma artigianale creata a Soragna, in provincia di Parma, è specializzata in manifattura sartoriale, sia come partner industriale di maison di moda internazionali sia come proprietaria del marchio omonimo, distribuito attraverso una rete di multimarca premium. Caruso ha chiuso il 2024 con circa 36,8 milioni di euro di ricavi con 1,8 milioni di ebitda. Rimane alla guida dell’azienda Marco Angeloni, in sella dal 2010, che diventerà anche azionista di minoranza della società.
È il 1958 quando il sarto Raffaele Caruso decide di trasferire la grande scuola della sartoria napoletana in provincia di Parma: un luogo dove non esiste distretto o tradizione sartoriale. Aiutato dalla moglie, fonda il proprio atelier e inizia a confezionare preziosi abiti da uomo su misura. Con gli anni, grazie al suo grande talento e alle capacità imprenditoriali di figli e manager, l’atelier di Caruso cresce fino a diventare una realtà delle attuali dimensioni: la Fabbrica Sartoriale Italiana.
Negli anni ’90 L’azienda diviene il punto di riferimento per stilisti e designer dei maggiori brand, crescendo attraverso passaparola eccellenti fino a diventare quello che oggi è hub di co-creazione e produzione per i migliori marchi mondiali della moda maschile. (riproduzione riservata)