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Cdp finanzia le pmi della Mongolia nella filiera del cashmere

L'istituto di credito del Tesoro ha organizzato una linea di credito di 150 milioni di dollari a favore di una banca locale, XacBank jsc, che servirà a finanziare progetti di finanza green, microimprese e aziende agricole nella produzione del prezioso filati, di cui l'Italia è maggiore importatrice


05/02/2026 16:49

di Eleonora Agus - Class Editori

settimanale
Cristina Morelli, responsabile finanziamenti sovrani di Cdp

Cdp-Cassa depositi e prestiti guarda alla Mongolia. Crescita inclusiva, finanza green e filiere strategiche per la moda internazionale sono i pilastri dell’operazione da 150 milioni di dollari a favore di XacBank jsc, uno dei principali istituti bancari della Mongolia, guidata da Fmo, la banca di sviluppo imprenditoriale dei Paesi Bassi, con la partecipazione di Cdp. 

Il finanziamento, strutturato come linea di credito sindacata A/B, vede Fmo nel ruolo di lead arranger, agente e lender, affiancata da Cdp come parallel A-lender e da un ampio pool di investitori internazionali, tra cui Ilx funds, Nations trust bank, BlueOrchard microfinance fund, i fondi di inclusione finanziaria gestiti da Responsibility, Global climate partnership fund e Atlantic forfaiting. 

«Un’attenzione specifica della collaborazione con XacBank è rivolta alla filiera del cashmere, dove un migliore accesso ai finanziamenti può aiutare le imprese ad adottare pratiche più sostenibili, rafforzare la resilienza e generare valore di lungo periodo per le comunità locali, tutelando al contempo le risorse naturali», afferma Cristina Morelli, responsabile finanziamenti sovrani, istituzioni finanziarie e imprese cooperazione di Cdp. L’iniziativa, pienamente in linea con la missione di Cdp di promuovere lo sviluppo sostenibile nei paesi partner, rafforza inoltre ambiti di rilievo per l’ecosistema industriale italiano e contribuisce a consolidare i collegamenti tra le filiere del valore locali e internazionali».

Il 20% delle risorse sarà dedicato a progetti di finanza green, mentre l’80% sosterrà donne, giovani, pmi agricole e microimprese, con un’attenzione particolare alle aree rurali. Un focus strategico riguarda poi la filiera del cashmere sostenibile, settore chiave sia per l’economia mongola sia per il sistema moda italiano. Una quota delle risorse messe a disposizione da Cdp, fino a 10 milioni di dollari, sarà infatti canalizzata verso micro, piccole e medie imprese attive lungo la catena del valore del cashmere, dagli allevatori alle prime fasi di trasformazione della fibra. 

La Mongolia produce circa il 40% del cashmere mondiale, confermandosi primo produttore globale. Il cashmere è tra le prime tre voci di export del Paese, dopo oro e rame, ed è una fonte di reddito essenziale per decine di migliaia di allevatori nomadi, con un impatto diretto su pil e occupazione nelle aree rurali.

Nel 2024 le esportazioni hanno superato 70 milioni di dollari e nel primo trimestre del 2025 avevano già oltrepassato 8 milioni. Sul piano internazionale, Cina e Italia sono i principali partner commerciali, ma con ruoli distinti. Pechino assorbe quasi totalmente il cashmere grezzo, mentre l’Italia è il secondo importatore mondiale ed è leader nel segmento del cashmere pettinato di alta qualità, destinato ai brand del lusso e del tessile premium. (qui la notizia pubblicata ieri da milanofinanza)


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