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Con Giochi Preziosi la Cina punta al mercato europeo dei giocattoli

Si avvicina la possibilità di un accordo sull'ingresso della cinese Superhisen nel gruppo italiano in amministrazione controllata, già leader di settore in Italia e Spagna. Ma la decisione finale sul salvataggio dipende dalla valutazione che il tribunale di Milano darà sull'accordo firmato tra le parti


20/07/2026 11:04

di Franco Canevesio - Class Editori

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Enrico Preziosi, fondatore di Giochi Preziosi

L'accordo tra Enrico Preziosi, fondatore del noto brand Giochi Preziosi, attualmente in amministrazione controllata, e il gruppo cinese Superhisen finalizzato al possibile ingresso nell’azionariato di quest'ultimo, previa approvazione del tribunale, ha fatto un nuovo passo avanti. Nei giorni scorsi al Ministero dell'industria, c'è stata la firma alla presenza dei vertici della società, parti sociali e rappresentanti datoriali sul possibile accordo.  

Giochi Preziosi ha anche informato che è in corso un'ulteriore ricerca di potenziali investitori per poter avere le risorse finanziarie necessarie al piano industriale di rilancio 2027/2031. La vertenza interessa due distinti ambiti aziendali: il settore wholesale, che impiega tra 800 e 900 addetti e che trova stabilizzazione grazie a questo accordo, e il settore retail, che coinvolge tra 100 e 150 lavoratori, attualmente in cassa integrazione, rispetto ai quali sarà necessario un confronto strutturato ai fini della più ampia tutela possibile.

Il Mimit, prendendo atto dell’accordo sottoscritto, attende la presentazione del piano di ristrutturazione previsto per il 6 agosto presso il Tribunale di Milano, dopo la proroga di 60 giorni concesso dalla magistratura per completare il piano di rilancio, e ha anticipato una nuova riunione del tavolo in autunno al termine della decisione del Tribunale. Al prossimo tavolo saranno coinvolte anche rappresentanti delle Regioni, dove sono presenti i punti vendita Giochi Preziosi, per avviare politiche attive a tutela dei dipendenti coinvolti. Prossimo tavolo il 7 ottobre.

Secondo fonti di mercato la cinese Superhisen sarebbe pronta a entrare con 80 milioni di euro nel gruppo Giochi Preziosi, di cui è fornitore da anni, nonostante debiti per 410 milioni, negozi chiusi, cassa integrazione e il nodo Famosa.

Per l'ex “re dei giocattoli”, Enrico Preziosi, si apre la fase del disimpegno da un gruppo che negli anni ha dominato il mercato nazionale con marchi come Cicciobello, Gormiti, Canta Tu, Winx e Tamagotchi. Dietro l’operazione, dicono i bene informati, non c’è solo il tentativo di salvare Giochi Preziosi: c’è anche il progetto di costruire una piattaforma europea del giocattolo centrata sull’integrazione con la spagnola Famosa, già controllata dagli italiani dal 2019.

Negli ultimi anni il gruppo è stato travolto da una combinazione di fattori negativi: pandemia, rincaro delle materie prime, esplosione dei costi energetici e, soprattutto, aumento dei costi logistici e delle spedizioni marittime dall’Asia, snodo centrale per un’azienda che produce gran parte dei propri giocattoli in Cina. Tutto questo messo insieme ha portato a un debito che a fine 2025 aveva raggiunto circa 410 milioni di euro, di cui quasi 265 milioni verso banche e istituzioni finanziarie. La capogruppo ha chiuso l’esercizio con una perdita di 97 milioni e un patrimonio netto negativo per oltre 217 milioni.

Per evitare il collasso, il gruppo ha fatto ricorso al concordato preventivo davanti al Tribunale di Milano, procedura avviata nell’autunno del 2025 e, progressivamente, estesa a numerose controllate considerate strategiche: Giochi Preziosi Italia, Giocheria, Grandi Giochi, Giochi Preziosi Store, GPH e Startrade.

Il piano di salvataggio dei cinesi ruoterebbe attorno alla creazione di una newco GP destinata a raccogliere attività operative e debiti del gruppo. La nuova società dovrebbe poi ricevere capitali, merci e partecipazioni da Superhisen e da altri investitori. La strategia industriale elaborata dagli advisor prevederebbe una drastica razionalizzazione del retail: meno negozi diretti e maggiore concentrazione sulla distribuzione all’ingrosso, considerato il vero motore di redditività futura del gruppo. 

Il piano punterebbe, inoltre, sull’integrazione industriale tra Giochi Preziosi e Famosa, storica azienda spagnola delle bambole Nancy e Nenuco acquisita nel 2019: l’obiettivo è creare una piattaforma unica per marketing, supply chain, ricerca, acquisti e sviluppo prodotto, con risparmi stimati superiori ai 3 milioni di euro annui. Il progetto industriale prevederebbe anche il rilancio internazionale di marchi storici come Cicciobello, Gormiti e Nenuco, oltre all’espansione in mercati come Francia, Germania, Regno Unito, Stati Uniti e Giappone. 

L’obiettivo è tornare alla redditività già dal 2026 e superare 50 milioni di ebitda entro il 2030. Secondo il quotidiano economico spagnolo El Economista, Superhisen avrebbe già siglato un accordo preliminare per intervenire nel capitale della società: il piano prevederebbe il conferimento di merci e giocattoli per circa 20 milioni di euro e l’acquisto di altri 10 milioni di debiti commerciali verso fornitori, da convertire successivamente in capitale.

Tutto questo anche perche la stessa Famosa dipende in modo massiccio dalla produzione asiatica: l’84% dei prodotti arriva da fornitori cinesi. L’ipotesi più accreditata parla di una fusione tra la capacità produttiva di Superhisen e la rete commerciale e distributiva di Giochi Preziosi in Europa. 

Resta però ancora poco chiaro il profilo del gruppo cinese destinato a diventare il nuovo azionista di riferimento di Giochi Preziosi. Di Superhisen esistono poche informazioni pubbliche: non risultano bilanci consolidati o disclosure societarie, mentre le tracce disponibili portano a una struttura privata attiva tra la Cina, soprattutto nell’area di Xiamen, e la California. Il gruppo cinese opera nella produzione e distribuzione di giocattoli.

 Adesso, però, l’ultima parola spetta al Tribunale di Milano, chiamato a valutare non soltanto il piano di ristrutturazione ma anche la solidità e l’effettiva indipendenza dell’investitore destinato a ridisegnare gli equilibri di uno dei marchi storici del giocattolo italiano.

Giochi Preziosi sembra l’ennesima occasione che Pechino intende sfruttare per migliorare ulteriormente il proprio posizionamento in un settore, quello dei giocattoli, che sta dando molte soddisfazioni. Emblematici i casi di Pop Mart, l’inventore di Labubu, e Miniso, che hanno ormai fatto breccia nel cuore dei consumatori internazionali. (riproduzione riservata)

 


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