MENU
Azienda Servizi

La Fondazione Italia-Cina punta ai giovani imprenditori cinesi

In ottobre partirà Fashion & design excellence studies tour, un'iniziativa di promozione con visite formative per gruppi di 10-20 persone, formati da studenti e giovani imprenditori del Dragone che vogliono venire in Italia per conoscere il luxury system e lo stile di vita made in Italy rappresentato dalle tre F, fashion, food & furniture


09/07/2026 13:09

di Alice Merli - Class Editori

settimanale
Mario Boselli, presidente della Fondazione Italia-Cina

Fondazione Italia Cina prepara nuove iniziative per rafforzare il dialogo bilaterale tra i due Paesi, forte della fase di rilancio appena inaugurata.

«Un progetto che partirà a ottobre si chiama Fashion & design excellence studies tour, un viaggio nel bello e ben fatto. Consiste nella promozione, che abbiamo già iniziato, di visite formative per gruppi di 10-20 persone, formati da studenti e giovani imprenditori del Dragone che vogliono venire da noi per conoscere il luxury system e lo stile di vita Made in Italy rappresentato dalle tre F, fashion, food & furniture», ha spiegato a MFF Mario Boselli, presidente della Fondazione Italia Cina.

«Inoltre, dopo il primo Festival di mondo cinese a Milano, avvenuto lo scorso maggio, l’intenzione è di portarlo avanti, con una cadenza annuale in primavera. Serve a fare il punto della situazione in modo aggiornato sui rapporti tra l’Italia e la Cina».

Le iniziative seguono il percorso di consolidamento varato dalla fondazione, che ha incluso il ritorno alla denominazione ufficiale rispetto all’operatività come Iccf-Italy China council foundation negli ultimi quattro anni.

«Perché abbiamo scelto il nome originario? Quando sono diventato presidente, la Camera di commercio italo cinese e la Fondazione Italia Cina erano nella stessa sede di via Clerici 5 e facevano lo stesso lavoro, con delle distinzioni sottili. Era importante unire le due strutture come Iccf, in quattro anni si è lavorato per fonderle sia a livello di personale sia per uffici e organizzazioni. Dopodiché ci siamo accorti che Iccf era un termine inglese di difficile comprensione anche per i cinesi e si confondeva con le varie Camere di commercio. Da qui la scelta di ritornare ma con un’evoluzione, simboleggiata dal logo della terra di mezzo (come viene chiamata la Cina, ndr)», ha proseguito il numero uno.

Boselli ha spiegato che dal 2022 sono stati rafforzati il centro studi e le academy, mentre sono stati creati il China desk per la consulenza alle aziende, il dipartimento per gli affari istituzionali ed europei rivolto anche ai bandi e l’ufficio stampa per eventi e comunicazione.

«Oggi la quota del 30% dei soci della fondazione è cinese, con la restante rappresentata dagli italiani, vogliamo portarla al 50%. Potranno essere imprese cinesi che lavorano in Cina o in Italia e non solo del comparto moda», ha concluso. (qui il testo dell'articolo pubblicato da milanofinanza)


Chiudi finestra
Accedi