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Politica

Cina a tutto turismo, ma basterà per risollevare i consumi?

Una delle valvole individuate da Pechino per comporre il divario tra produzione e consumi interni che si sta divaricando è l'incentivazione dei viaggi interni e dei turisti stranieri, anche con sussidi pubblici. Ma a preoccupare la classe media che non apre il borsellino è soprattutto il sistema pensionistico e la sanità pubblica


09/07/2026 11:53

di Marco Leporati*

settimanale
Una comitiva di turisti nella provincia nord occidentale cinese del Qinghai

La Cina rappresenta nel mercato globale un terzo dell’output della produzione mondiale mentre nel benchmarking dei consumi globali rimane ferma tra il 13% e il 15%. Questa forchetta deve ridursi nei prossimi 10/15 anni almeno innalzando l’asticella dei consumi al 20%.

In sintesi è il pensiero di Chi Fullin, Presidente di Hainan Institute for Free Trade Port Studies, espresso nella recente conferenza tenutasi ad Hong Kong con il patrocinio del quotidiano South China Morning Post.

Chi ha anche avanzato la proposta di destinare 15 miliardi di dollari americani iniettati nel capitale delle società statali (SOE) al fine di espandere i servizi pubblici e sbloccare il consumo potenziale di 357 milioni di migranti, secondo l’ultima statistica di maggio, che, nonostante una revisione giuridica del loro status mediante l’hukou, trovano ancora difficoltà nell’aver garantiti i servizi sanitari e scolastici per i figli in alcune città dove hanno instaurato un rapporto di lavoro.

Una delle leve che potrebbe alimentare i consumi coinvolgendo grandi masse di popolazione cinese è quella del turismo domestico non trascurando anche la valenza determinante dei visitatori stranieri. In questo senso, Pechino ha lanciato una campagna nazionale per promuovere i consumi nei settori della cultura e del turismo durante le vacanze estive, con la distribuzione di oltre 450 milioni di yuan (circa 66 milioni di dollari) in voucher destinati ai consumatori.

Organizzata dal Ministero della Cultura e del Turismo, la campagna mira a migliorare l'offerta di prodotti e servizi turistici stagionali e a incoraggiare la popolazione a viaggiare durante le vacanze estive. L'iniziativa, che si svolgerà dall'inizio di luglio fino alla fine di agosto, prevede oltre 30.000 eventi in tutto il Paese, pensati per soddisfare le principali esigenze di viaggio, tra cui vacanze estive, soggiorni balneari, turismo notturno, crociere e viaggi studio. Il Ministero, insieme ad altre autorità competenti, introdurrà una serie di misure di sostegno, che andranno dalle guide informative per i viaggiatori a politiche finanziarie agevolate.

Peanuts, si dirà, non basteranno certo 66 milioni di dollari a restringere il gap tra produzione e consumi. In realtà l'iniziativa estiva è solo un tassello di un puzzle ben più vasto che ha l'obiettivo di migliorare significativamente, entro il 2030, l'accesso della popolazione ai servizi turistici e il livello di soddisfazione dei turisti, secondo un nuovo piano quinquennale per lo sviluppo del turismo che comporta l’accelerazione ed il potenziamento di infrastrutture turistiche nella previsione che la Cina possa essere considerata da parte dei Paesi stranieri una delle maggiori destinazioni turistiche con 190 milioni di turisti entro il 2030 con un totale di spesa per oltre 150 miliardi di dollari.

Nel 2025 le presenze di turisti stranieri in Cina è stata di 155 milioni con una crescita – anno su anno- del 17,1% e con un totale di spesa di 131 miliardi di dollari, +39,2% rispetto l’anno precedente. Il rapporto curato da World Travel Turism Council (WTTC) prevede che il settore turistico in Cina nel 2026 cresca del 5,3% con una media (Carg)  del 6,5% nella prossima decade con aspettative economiche nel 2036 pari a 3,5 trilioni di dollari.

La Presidente di WTTC Gloria Guevara ha dichiarato che «la combinazione di cultura, storia, gastronomia, eccellenza nelle infrastrutture e facili spostamenti all’interno del territorio domestico porterà ad un significativo incremento di viaggiatori stranieri provenienti dal mondo grazie anche alla politica della cancellazione dei visti di ingresso».

La scelta di potenziare il settore turistico può essere considerata un'alternativa all’involuzione dei consumi di beni durevoli o semidurevoli che nel corso di questi anni ha rappresentato una delle sfide più importanti, dal momento che la politica della Dual circulation, messa in cantiere nel 2020 con l’obiettivo di limitare la dipendenza dall’estero e incrementare i consumi domestici, non ha portato i risultati sperati. Come confermano gli ultimi dati sull'inflazione che segnalano una deflazione incipente

È evidente che il potenziamento del settore turistico con il rafforzamento dell’indotto correlato è di per sé un risultato che contribuisce alla composizione del pil ma non è certo esaustivo in una visione a lungo termine senza il cambiamento del sentiment della classe media ancora presa da un sistema pensionistico e sanitario in attesa di trasformazioni epocali e di una Gen Z con l’opacità delle prospettive future. (riproduzione riservata)

* corrispondente da Shanghai, dove vive e lavora da 30 anni

 


 

 


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